Sinodo giovani: don Sala (segretario speciale), “pastorale giovanile vocazionale abiti gli ambiti della loro vita”

(da Assisi) “La pastorale giovanile vocazionale ha estrema necessità di abitare i luoghi di vita dei giovani, altrimenti sarà simile ad uno spot forse anche suggestivo e simpatico, ma estemporaneo rispetto all’esistenza feriale dei giovani”. Lo ha affermato oggi pomeriggio don Rossano Sala, segretario speciale del Sinodo sui giovani, intervenendo ad Assisi alla 68ª Settimana di aggiornamento pastorale promossa dal Centro di Orientamento pastorale. Presentando l’Instrumentum laboris per il Sinodo sui giovani reso pubblico una settimana fa, don Sala ha rilevato come “bisogna abitare i loro ambiti di vita, bisogna offrire loro attività che intercettino la loro esistenza quotidiana”. “La prossimità pastorale – ha aggiunto – è la condizione di possibilità di ogni altra azione pastorale. Siamo chiamati ad essere l’anima del mondo, abitandolo dall’interno e fecondandolo con la nostra presenza qualificata”. Per il segretario speciale, ha poi evidenziato come sia “degna di attenzione la centralità e la qualità spirituale della comunità cristiana come orizzonte della nostra azione educativa e pastorale”. “Trasversale e preoccupante – ha sottolineato don Sala – emerge purtroppo la perdita della passione educativa di tanti pastori e di tanti adulti, sia a livello civile che ecclesiale. Gli adulti, in questo Documento, non emergono sempre come figure credibili”. Dito puntato contro l’“adultità adulterata” di quegli adulti che inseguono l’essere “diversamente giovani” più che adulti. Siamo in presenza di una “fatica di accompagnare e di discernere”, a volte di “una inadeguatezza”. Ma “i giovani cercano alleanze con il mondo degli adulti: ne sentono il bisogno in un mondo non facile, ne esprimono la richiesta in vari passaggi”, ha rimarcato il segretario speciale. Inoltre, secondo don Sala, “c’è anche da lavorare molto sulla qualità della nostra vita e della nostra proposta: a proposito di preghiera, liturgia, parola di Dio e catechesi i giovani appaiono critici e insoddisfatti nei confronti di ciò che vivono e ricevono”. E poi, “un terzo nodo da affrontare con estrema serietà è quello della ‘conversione istituzionale’, che riguarda il nostro modo di vivere e lavorare insieme”.
Don Sala ha anche sottolineato “la ‘predilezione’ dell’Instrumentum laboris per le situazioni di difficoltà, di fragilità, di marginalità che toccano i giovani”. “In questa sollecitudine pastorale per i più piccoli e i più poveri – ha ammonito – si gioca la credibilità di una Chiesa che si prende cura di coloro di cui nessuno si prende cura, di una Chiesa chiamata a dare di più a chi ha ricevuto di meno dalla vita”. E ha concluso con un accenno alla “ripresa del servizio in ottica vocazionale” rilevando che “tanti giovani sono particolarmente aperti e disponibili verso esperienze di volontariato e di servizio”.

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