Papa Francesco: a Pav, “rivolgere lo sguardo alla questione seria della destinazione ultima della vita”

La bioetica globale ci sollecita “alla saggezza di un profondo e oggettivo discernimento del valore della vita personale e comunitaria, che deve essere custodito e promosso anche nelle condizioni più difficili”, afferma Papa Francesco rivolgendosi ai partecipanti alla XXIV assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita (Pav), ricevuti questa mattina in udienza. “Senza l’adeguato sostegno di una prossimità umana responsabile – il monito del Pontefice – , nessuna regolazione puramente giuridica e nessun ausilio tecnico potranno, da soli, garantire condizioni e contesti relazionali corrispondenti alla dignità della persona”. Per Francesco, inoltre, la cultura della vita “deve rivolgere più seriamente lo sguardo alla ‘questione seria’ della sua destinazione ultima”. Occorre “interrogarsi più a fondo sulla destinazione ultima della vita, capace di restituire dignità e senso al mistero dei suoi affetti più profondi e più sacri”. La vita dell’uomo, spiega il Papa, “bella da incantare e fragile da morire, rimanda oltre sé stessa: noi siamo infinitamente di più di quello che possiamo fare per noi stessi. La vita dell’uomo, però, è anche incredibilmente tenace, di certo per una misteriosa grazia che viene dall’alto, nell’audacia della sua invocazione di una giustizia e di una vittoria definitiva dell’amore. Ed è persino capace – speranza contro ogni speranza – di sacrificarsi per essa, fino alla fine”.

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