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Papa Francesco: a Pav, “accurato discernimento su differenze fondamentali uomo-donna, paternità-maternità”. “Vita umana è sempre sacra”

foto SIR/Marco Calvarese

“In una visione olistica della persona, si tratta di articolare con sempre maggiore chiarezza tutti i collegamenti e le differenze concrete in cui abita l’universale condizione umana e che ci coinvolgono a partire dal nostro corpo”. In questa cornice, “anche apprezzare il proprio corpo nella sua femminilità o mascolinità è necessario per poter riconoscere sé stessi nell’incontro con l’altro diverso da sé”, afferma il Papa richiamando la Laudato si’, nel discorso ai partecipanti alla XXIV assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita (Pav), ricevuti questa mattina in udienza. Francesco invita quindi ad “un accurato discernimento delle complesse differenze fondamentali della vita umana: dell’uomo e della donna, della paternità e della maternità, della filiazione e della fraternità, della socialità e anche di tutte le diverse età della vita”. Come pure “di tutte le condizioni difficili e di tutti i passaggi delicati o pericolosi che esigono speciale sapienza etica e coraggiosa resistenza morale: la sessualità e la generazione, la malattia e la vecchiaia, l’insufficienza e la disabilità, la deprivazione e l’esclusione, la violenza e la guerra”. “La difesa dell’innocente che non è nato, per esempio, deve essere chiara, ferma e appassionata, perché lì è in gioco la dignità della vita umana, sempre sacra, e lo esige l’amore per ogni persona al di là del suo sviluppo – prosegue Francesco richiamando l’esortazione apostolica  Gaudete et exsultate -. Ma ugualmente sacra è la vita dei poveri” già nati, che si dibattono nella miseria e nell’esclusione, “nella tratta di persone, nell’eutanasia nascosta dei malati e degli anziani privati di cura, nelle nuove forme di schiavitù, e in ogni forma di scarto”.

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