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Famiglia: mons. Nulty (Kildare e Leighlin), “le vocazioni sacerdotali sono affari di tutti”

“Penso che in Irlanda rischiamo di vedere l’imminente incontro mondiale delle famiglie attraverso un prisma irlandese e solo attraverso esso. Sarà un evento mondiale in cui Papa Francesco avrà qualcosa da dire a tutte le famiglie”. Sono parole che il vescovo Denis Nulty di Kildare e Leighlin ha pronunciato ieri a Knock, celebrando la messa per il pellegrinaggio annuale della Saint Joseph’s Young Priests Society, organizzazione laicale che si occupa di sostenere i giovani che si preparano al sacerdozio. A Knock Papa Francesco sarà tra circa due mesi e ci andrà “come pellegrino”, per pregare “per la vita famigliare e il rafforzamento dell’unità”, ha precisato il vescovo, sottolineando che “nella famiglia si nutre e si forma una vocazione al sacerdozio o alla vita religiosa”, sebbene “per coltivare una vocazione ci voglia molto più di una famiglia: ci vuole un’intera parrocchia e ancora tanti di più”. Rivolgendosi ai membri della Società di San Giuseppe, il vescovo ha affermato che per incoraggiare le vocazioni bisogna “iniziare a parlarne nelle parrocchie: le vocazioni sacerdotali sono affari di tutti, ma se sacerdoti, diaconi, operatori e membri del consiglio pastorale non ne parlano, allora chi lo farà?”. “La Chiesa non è più la forza dominante come una volta era nella vita irlandese e questa è una buona cosa” e “un sacerdote oggi lavora in collaborazione con donne e uomini laici, giovani e vecchi, per portare avanti la vita parrocchiale”. Per i giovani sacerdoti che vivono nelle parrocchie irlandesi il vescovo Nulty ha chiesto un particolare sostegno e incoraggiamento della Società, insieme al sostegno per i seminaristi che sono in Irlanda.

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