Argentina: conclusa la Settimana sociale. I provvedimenti di risanamento economico “non ricadano sui poveri”

Si è conclusa ieri a Mar del Plata la Settimana sociale promossa dalla Chiesa argentina, attraverso la Commissione episcopale di pastorale sociale (Cepas). Nel messaggio finale, letto a conclusione della messa finale, si chiede che le politiche di risanamento economico “non ricadano sui poveri” e si auspicano provvedimenti per risolvere i problemi “dell’esclusione e della marginalità crescenti di milioni di argentini”. Ancora, si sostiene che la democrazia vada consolidata per “saldare il debito con gli scartati della nostra patria”. Nel documento letto da mons. Oscar Frassia, vescovo di Avellaneda-Lanús, si ricordano le responsabilità delle istituzioni democratiche nella “promozione di politiche di inclusione, lavoro e protezione”. La povertà “deve essere al centro delle preoccupazioni di una democrazia”. Gli oltre 450 presenti, vescovi, politici, sindacalisti, imprenditori, referenti di organizzazioni sociali, si sono detti d’accordo sulla necessità di “una più equa distribuzione della ricchezza” e sull’applicazione “di nuove regole etiche sul sistema finanziario”, alla luce del recente documento vaticano “Oeconomicae et pecuniariae questiones”.

In precedenza, mons. Jorge Lugones, vescovo di Lomas de Zamora e presidente della Cepas, aveva riflettuto sul tema “Democrazia: un cammino a servizio dei poveri”. “Ricordiamo con gratitudine questi trentacinque anni di governi democratici, perché crediamo che una democrazia partecipativa sia il miglior sistema che oggi in un paese si possa desiderare per il proprio popolo”, ha affermato mons. Lugones. Tuttavia “la democrazia, pur essendo il sistema ottimale per risolvere la dura realtà dei poveri in Argentina, non ha ancora prodotto risultati positivi”. Certo, secondo il presidente della Cepas, “abbiamo avuto alcuni miglioramenti ma non abbiamo una politica sostanziale che resti nel tempo”. Il vescovo di Lomas de Zamora ha anche riflettuto sull’oppportunità di affrontare l’attuale crisi insieme alle altre nazioni dell’America Latina, con le quali l’Argentina condivide l’identità, la storia e l’umanesimo cristiano.

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