Razzismo e populismo: Pax Christi, “noi a fianco degli ultimi” per “disarmare la follia della guerra”

“Assieme ad altre voci che in queste ore si sono levate vogliamo anche noi esprimere la nostra indignazione, perché in pochi giorni alcuni ministri di questo governo hanno provocato un’alluvione di paure, risentimenti, odi e violenze che rischia di travolgere le coscienze di tutti noi”. Lo scrive in una nota Pax Christi al termine dell’incontro nazionale, che si è svolto ad Alessano nei giorni scorsi. Il riferimento è alla “contrapposizione tra poveri italiani e stranieri, come falsa soluzione di fronte al fenomeno della povertà”, alla “chiusura dei porti come scelta ipocrita di fronte al dramma di tante persone”, ma anche “al linguaggio violento e mistificatorio (è finita la pacchia…) che alimenta un clima di crescente intolleranza e suscita comportamenti violenti, xenofobi, razzisti e omofobi”. Al temine dell’incontro il documento redatto si intitola “Noi non ci stiamo”. Un messaggio chiaro a proposito del “censimento dei rom, pratica incostituzionale che evoca tragicamente le leggi razziali di 80 anni fa” e della “richiesta alla Nato per una alleanza difensiva nel Mediterraneo”. L’augurio è che “si alzino molte altre voci indignate in ambito ecclesiale, nella società civile e nel mondo politico”. Come Pax Christi “continueremo a impegnarci in prima persona a fianco degli ultimi, dei migranti e rifugiati” e “intensificheremo il nostro impegno per ‘disarmare’ la follia della guerra, che si annida anche nei ragionamenti, nel linguaggio e nelle relazioni personali”.

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