Populismi: Baggio (Sophia), “reazione alla degenerazione della classe politica”

Antonio Maria Baggio

“Non ci si deve mai stancare di rinforzare e ‘fare manutenzione’ alla democrazia. E non soltanto sul piano delle regole giuridiche, perché ci sono anche una dimensione economica e una dimensione culturale”. Lo afferma al Sir Antonio Maria Baggio, docente di filosofia politica nell’Istituto universitario “Sophia”, parlando di democrazia, senso delle istituzioni, crisi della rappresentanza e populismo. “Le disuguaglianze sociali eccessive possono minare le basi della democrazia e non tutte le culture sono compatibili con il suo sviluppo”. A proposito dei processi di riforma delle istituzioni, Baggio sostiene che “bisognerebbe avere più senso delle istituzioni proprio quando si sente l’esigenza di rinnovarle”. E reputa “pertinente” parlare di populismo “in riferimento ai nuovi soggetti che sono emersi sulla scena politica, anche se il fenomeno non è nuovo per il nostro Paese”. Il docente sottolinea che “elementi di populismo erano presenti nel fascismo, negli anni in cui ebbe un largo consenso; in tempi più recenti, e in forme che non hanno a che fare col fascismo, troviamo elementi populisti nella Lega Nord e nell’esperienza politica ‘massmediatica’ di Silvio Berlusconi”. Analizzando “i nuovi soggetti”, infine, il docente li presenta come “reazione” alla “degenerazione della classe politica”.

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