Scuola: Giachi (Anci), “introdurre l’educazione alla cittadinanza” per “trasmettere quanto sia importante essere un bravo cittadino”

“Non avendo una materia con un voto, anche sulle pagelle, le famiglie non trovano nessun accenno ad una competenza così importante come quella che abbiamo raccolto intorno al tema dell’‘educazione alla cittadinanza’. Si va dall’educazione al rispetto della Costituzione e dei principi fondamentali a quello per l’ambiente, dal rispetto degli altri a quello per i beni comuni, dalla non discriminazione al galateo del digitale… Competenze oggi fondamentali, anche per i tanti cittadini nuovi che arrivano nel nostro Paese”. Lo afferma in un’intervista al Sir la vicesindaca di Firenze e presidente della commissione nazionale scuola di Anci, Cristina Giachi, tra le principali promotrici dell’introduzione dell’educazione alla cittadinanza come materia scolastica. La proposta è stata presentata nei giorni scorsi dall’Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) in Corte di Cassazione ed ora è in attesa di essere sottoscritta da 50mila italiani per diventare oggetto di discussione in Parlamento. L’idea è nata a Firenze e condivisa dall’Anci perché “tutti i sindaci rilevano l’esigenza di avere cittadini più consapevoli di cosa vuol dire amministrarli, del quadro normativo nel quale ci muoviamo, di qual è la cornice istituzionale della loro vita quotidiana”. Tra i cittadini, assicura Giachi, “finora l’accoglienza è stata buona. E nessuno ci ha detto ‘è inutile’”. Reazione più “ostile” da parte del mondo della scuola: “c’è forse un po’ di resistenza, per via di una difesa da parte degli addetti ai lavori dell’attuale stato dell’arte con la trasversalità di queste competenze: un’aspirazione molto alta – rileva la vicesindaca – quella di collocare l’esigenza della cittadinanza all’interno di ogni materia di studio”. “La nostra proposta di legge – precisa Giachi – non è una critica allo stato dell’arte di questo insegnamento, ma vuole aggiungere un elemento che è quello percepito dagli amministratori locali che quotidianamente si confrontano con cittadini che ignorano quanto sia necessaria la loro consapevolezza per gestire meglio le comunità civiche, per rispettarci di più, per poter esprimere meglio la nostra libertà”.

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