Riviste: “Munera”, nel nuovo numero dossier su “come ripensare oggi il maschile e il femminile”

“Il rapporto tra identità e appartenenza è fondamentale nel quadro dell’esistenza e della convivenza umana. Se l’appartenenza costituisce uno dei presupposti fondamentali dell’identità – contribuisce a ‘produrre’ identità –, è vero anche l’opposto: l’identità struttura l’appartenenza attorno a un nucleo comune e generatore. Non si dà identità senza appartenenza, né appartenenza senza identità”. Lo si legge nel nuovo numero della rivista “Munera” (2/2018) che ospita un dossier interdisciplinare su come ripensare oggi il maschile e il femminile. “Tuttavia, il rapporto tra identità e appartenenza – prosegue il testo – è oggi divenuto problematico: viviamo un tempo di identità fragili e di appartenenze esasperate. Le appartenenze sembrano spesso un illusorio sostegno esterno a carenze interne, una sorta di surrogato di una strutturazione interiore venuta meno. Ma, a cascata, sono fragili anche le identità collettive, a tutti i livelli: è difficile oggi dare risposte sicure, e magari condivise, a domande quali ‘chi sono io?’, ‘chi siamo noi?’. In un simile contesto epocale, ogni apertura all’altro da sé – tanto più se ‘diverso’ da sé – assume i tratti di una minaccia: aprirsi può significare dissolvere, perdere, smarrire definitivamente un’identità già fragile”.
In questo senso, “l’appartenenza e la chiusura nella cerchia dei simili offrono rassicurazione e sostegno. Si tratta di una dinamica osservabile in tanti ambiti e a tanti livelli della vita sociale. Ma che ne è, in particolare, delle appartenenze di genere? Laddove le identità personali faticano ad affermarsi e a strutturarsi, le appartenenze offrono normalmente confini rassicuranti. Il problema è che le appartenenze di genere sembrano oggi condividere il destino di tutte le appartenenze: pur essendo esasperate, non contribuiscono più a produrre identità, ma solo surrogati di identità”. All’editoriale, che cerca di istruire la questione in termini di identità e appartenenza di genere, seguono gli articoli del filosofo Salvatore Natoli, della teologa Cettina Militello, della sociologa Consuelo Corradi, del biologo Carlo Cirotto, della pedagogista Jole Orsenigo. Completano il numero una riflessione di Matteo Bergamaschi sul dispositivo colpa-punizione-sofferenza nella società dei consumi e un approfondimento di Maria Antonietta Crippa sulle città martiri della guerra.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori