Salute in carcere: don Grimaldi (cappellani), “attenzione a patologie croniche e disturbi psichici in riforma ordinamento penitenziario non decollata”

Cancro, leucemie, diabete, Alzheimer, depressione: queste le patologie più frequenti nella popolazione carceraria. Il 40% dei detenuti soffre di disturbi psicologici ma si riscontrano anche gravi patologie psichiatriche. Con la chiusura degli Opg circa 600 internati hanno trovato posto nelle Rems, ma 450 sono in lista d’attesa: o in carcere – dove non ricevono le cure di cui avrebbero bisogno – o per strada dal momento che spesso le famiglie non li accolgono. Lo dice in un’intervista al Sir don don Raffaele Grimaldi, per 23 anni cappellano nel carcere di Secondigliano (Napoli) e da un paio d’anni ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane, Nei primi cinque mesi di quest’anno si sono registrati 18 suicidi; 52 nel 2017. Agli Stati generali dell’esecuzione penale del 2016, afferma il sacerdote “era emersa una grande attenzione” verso il tema salute – disagio psichico, “purtroppo la riforma dell’ordinamento penitenziario che avrebbe migliorato le condizioni detentive ‘umanizzando’ tutto il sistema non è decollata e non sappiamo che cosa accadrà con il nuovo governo” Eppure si tratta di “una riforma necessaria: la precedente risale al 1975”. Assistenza sanitaria a macchia di leopardo anche in carcere: “Nelle regioni più ‘virtuose’ dal punto di vista sanitario la struttura carceraria ne ha risentito in positivo; in negativo in quelle “in affanno”’, e se durante l’attesa un detenuto viene trasferito in un istituto di altre regioni occorre ricominciare tutto daccapo. Per don Grimaldi si tratta di una “chiesa sofferente e ‘imprigionata’ di cui dobbiamo tutti essere responsabili e farci carico”.

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