Usa: mons. Pierre (nunzio), “ascoltare i giovani, la comunità ispanica e il Papa”

(da New York) “Ascoltare i giovani, ascoltare la comunità ispanica, ascoltare il Papa”. Il nunzio apostolico per gli Stati Uniti, Christophe Pierre, intervenendo alla Conferenza episcopale americana riunita a Fort Lauderdale in Florida ha posto l’ascolto al centro dell’azione pastorale dei vescovi, definendolo un requisito necessario “alla fraternità spirituale e a una evangelizzazione efficace”. Ascoltare i giovani “è prioritario” per mons. Pierre perchè “non sono il futuro, sono in mezzo a noi e sono i millennials, i nones (quelli senza un riferimento religioso), i nostri seminaristi e molti altri”. È per loro che il nunzio chiede comunità accoglienti in cui possano offrire il loro contributo alla vita della Chiesa “e non vedere che vanno via perchè non c’è una stanza per loro”. Ai giovani non servono “cose da fare o punti da imparare ma compagni di viaggio, soprattutto negli Usa dove le nuove tecnologie, i social media, la globalizzazione, le migrazioni convivono con la perdita di un’antropologia cristiana e di stabili legami familiari”. In un contesto di pura produttività e cose da fare, secondo mons. Pierre serve che questi giovani trovino che la Chiesa è lì, nei luoghi dove loro appartengono e vivono, una Chiesa che non è istituzione burocratica, che non accende dibattiti su cosa dovrebbero credere e vivere ma piuttosto dovrebbe offrire esperienze di vita e sapienza. Il nunzio propone un accompagnamento spirituale “da padri che aiutino a distinguere il bene, li ascoltino, li accompagnino in un processo che richiede tempo, pazienza, sforzo ed è questo ad avere più valore”. Rendere la fede attraente secondo i cattolici è anzitutto incontrare persone attraenti, perchè è “questo il metodo di Dio che sceglie persone in grado di attrarre”.

La necessità di ascolto della comunità latina parte anzitutto da una valutazione dei dati: il 40% della Chiesa americana si definisce ispanica e il 50% dei giovani cattolici è ispanico, per questo l’appuntamento pastorale per le comunità latine il prossimo settembre in Texas è “un momento di grazia e un’occasione per aprire le orecchie sulle periferie, su voci che non avremmo modo di ascoltare diversamente”. Il nunzio chiede di supportare i leader delle comunità di origine ispanica “che non possono restare ai margini”. Consapevole che la trasmissione della fede in questi luoghi avviene attraverso una spiritualità popolare fatta di processioni, musica, vita devozionale, mons. Pierre chiede di riesaminare la cura pastorale per questi fedeli, soprattutto guardando al basso numero di vocazioni, che richiedono certamente un supporto vocazionale da ripensare.

Infine nel suo discorso il nunzio ricorda l’importanza di ascoltare il Papa soprattutto nel terzo capitolo dell’esortazione apostolica “Gaudete et exsultate”, quando propone di guardare alle beatitudini come modello per servire “Cristo nel prossimo”. Francesco chiede di avere perseveranza, pazienza, gioia, senso delle humor: “Ma quanto queste caratteristiche sono presenti nella vita delle nostre chiese locali?”. Mons. Pierre conclude mettendo in guardia da pelagianesimo e gnosticismo, “nemici della santità”, e chiede ai vescovi discernimento e umiltà nell’accompagnare le persone, sottolineando che la vita cristiana diventa attraente anche per le “sue promesse di libertà e dignità e per la gioia che accompagna la scopertà della bellezza e verità di Dio”.

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