Frati minori: p. Tunha (Zimbabwe), “Chiesa africana segnata da “sincretismo e fede che spesso può mancare di profondità”

“L’Africa è composta da più di 50 Paesi, con una grande diversità di lingue e di culture, abbracciando delle realtà molto diverse tra loro. Due dei problemi che la Chiesa africana sperimenta sono quelli del sincretismo e una fede che spesso può mancare di profondità”. Lo ha detto oggi fra Alfigio Tunha, Custode dello Zimbabwe, intervenendo al quinto giorno del Consiglio plenario dell’Ordine (Cpo) dei Frati minori, in corso a Nairobi. Il frate ha presentato anche altre sfide come la “pandemia di Hiv e Aids” che “ha portato molte delle Chiese a diventare delle strutture sanitarie”. “L’instabilità politica – ha aggiunto – ha dato luogo a una migrazione su vasta scala, che ha avuto come risultato lo smembramento della cellula familiare”. Altro tema al centro del dibattito, la situazione del Brasile, in cui la vasta regione dell’Amazzonia è diventata luogo di cooperazione e missioni interprovinciali. “La missione dei frati in Amazzonia dimostra la loro opzione preferenziale per i poveri, attraverso il ministero con i tossicodipendenti, i contadini senza terra, i popoli abbandonati e indigeni, tra molti altri”, si legge in una nota. I frati brasiliani parlando al Consiglio hanno affrontato alcune questioni, tra cui il ruolo dei laici nell’Ordine e un aumento del neo-clericalismo, segnalando “i tentativi dei frati di rimanere vicini ai poveri anche quando tale impegno viene negativamente etichettato come socialista, la sfida posta dai movimenti pentecostali e la ricerca di nuovi modi di ministero nelle grandi città del Brasile”.

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