Anziani e persone disabili: Palma (Garante), “monitoraggio delle condizioni nelle strutture residenziali”

“L’area della libertà e della salute si è ampliata quest’anno al monitoraggio delle strutture residenziali per disabili e anziani ove si concretizzi di fatto una privazione della libertà. Sono le strutture che in ambito internazionale vengono definite Social care home”. Lo ha detto il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Mauro Palma, anticipando ieri i contenuti della relazione annuale che sarà depositata a breve in Parlamento. In Italia, nel 2014, i presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari pubblici e privati hanno ospitato complessivamente 273.316 persone con disabilità e non autosufficienza, pari al 70,8% del numero totale di ospiti. Uno dei dati che “fa comprendere la vastità del mandato di monitoraggio che lo rendono impossibile senza la costruzione di referenti territoriali del Garante nazionale e senza il supporto degli Istituti di ricerca, di altre istituzioni e dell’importante ruolo dell’associazionismo di settore”. Da qui la necessità dello sviluppo di alcuni protocolli tra il Garante e altre istituzioni per “la costruzione di un’anagrafe che è stata realizzata classificando le strutture in base alle prestazioni erogate (sanitarie; socio-sanitarie; sociali) e al grado di residenzialità (residenziale; semiresidenziale)”. Apprezzamento viene espresso dal presidente della Federazione italiana per il superamento dell’handicap (Fish), Vincenzo Falabella: “Vengono condivise e riconosciute come fondate e legittime le istanze, le rivendicazioni, le proposte, gli approfondimenti che riproponiamo con insistenza negli ultimi anni in materia di segregazione delle persone con disabilità”.

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