Migranti: progetto “Cucinare per ricominciare” al terzo anno. Silvestri (Avsi), “ripartire dalle persone”

(Foto Avsi)

“Cucinare per ricominciare”: è il progetto di formazione e lavoro a sostegno dell’integrazione di giovani migranti, giunto quest’anno alla sua terza edizione, presentato questa mattina a Milano presso l’Accademia del panino italiano, da Elena Riva, presidente di Panino Giusto e co-fondatrice della Fondazione culturale Accademia del panino, capofila del progetto, assieme a Fondazione Avsi e alla Cooperativa Farsi Prossimo e altre imprese del settore della ristorazione “casual dining” italiana. “L’obiettivo comune – ha spiegato Riva – è dare a giovani migranti, tra i 20 e i 40 anni, che hanno trovato rifugio nel nostro Paese, una reale possibilità di integrarsi attraverso un progetto di formazione e tirocinio, cui segue l’assunzione”. In concreto si tratta di “fornire le competenze tecniche e linguistiche finalizzate a inserire stabilmente nel settore ristorazione giovani migranti. Sono ragazze e ragazzi che coltivano il sogno di integrarsi attraverso il lavoro, per realizzare il loro progetto di vita”. I dati forniti da “Panino Giusto” e “Avsi” parlano, per il 2016, di 14 giovani formati, 4 tirocini e 3 assunti. Per il 2017 i giovani formati sono stati 15, 15 tirocini e 13 assunti, per un indice di successo del 90% raggiunto anche grazie alla collaborazione di aziende partner. Per i risultati ottenuti il progetto è stato riconosciuto come “best practice italiana per l’integrazione” e, ha sottolineato Riva “a settembre 2017 il ministero degli Esteri Italiano ci ha invitato alle Nazioni Unite per illustrarlo”. Un invito che non è rimasto isolato ma che è stato seguito da quelli dell’assessorato al Welfare del Comune di Milano e da Università e ricercatori che stanno lavorando sul tema migrazione. “Tutto questo – ha detto la presidente di Panino Giusto – ci ha incoraggiato a implementare il nostro progetto, rendendolo sempre più inclusivo. Dal 2018 dedicheremo una cura particolare alle donne migranti, doppiamente fragili nel loro vissuto e poco aiutate con occasioni di integrazione nella società, attraverso il lavoro”. Per questo motivo sono stati aggiunti nuovi moduli formativi su diverse competenze del settore alimentare come pasta, gelato, pesce, pasticceria, pizza – coinvolgendo numerose aziende, tra le quali figurano “Facebook”, “Lavazza”, “Grom”, “Ca’Puccino”, “Rosso Pomodoro, “Pescaria”, “Ham Holy burger”, “Autogrill”, “Martesana” e “Galdus” – e complementari, come la gestione della comunicazione non verbale, la preparazione di un curriculum professionale, la gestione dei social media nell’ambito professionale e un potenziamento linguistico focalizzato sul tema alimentare. Nel suo intervento Giampaolo Silvestri, segretario generale Fondazione Avsi, ricordando le recenti parole di Papa Francesco sui migranti, ha ribadito che “questo progetto, per quanto piccolo, dimostra che un modo diverso e corretto per affrontare il problema delle migrazioni è possibile”. “Voi – ha detto Silvestri rivolgendosi ai giovani impegnati nel progetto – non siete numeri ma persone con desideri, bisogni e aspirazioni. Attraverso il lavoro e la formazione speriamo che possiate costruirvi un cammino e una vita dignitosa in Italia. E questo si può fare con l’aiuto di tutti. Ripartiamo dalle persone”. Al termine della conferenza stampa i 17 ragazzi e ragazze beneficiari del progetto 2018 hanno servito per la prima volta il cocktail di benvenuto. Fondazione Avsi è un’organizzazione non governativa, accreditata presso l’Onu e la Ue, nata nel 1972 e impegnata con 168 progetti di cooperazione allo sviluppo in 30 paesi del mondo, in Africa, America Latina e Caraibi, Est Europa, Medio Oriente, Asia. Lo staff di Avsi, composto da oltre 1500 persone, opera nei principali settori della cooperazione, raggiungendo 2,6 milioni di beneficiari diretti.

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