Chiese d’Oriente: incontro Ccee. Il nunzio Tscherrig, “vivere il presente con passione e abbracciare e il futuro con speranza”

“Alla luce delle attuali congiunture politiche e sociali che vedono l’italia e l’Europa al centro di importanti flussi migratori provenienti dalla costa del Mediterraneo, oggi vediamo il volto singolare di una Chiesa di immigrati che nell’ambito della Chiesa latina e dell’Occidente è riuscito a rimanere fedele alle proprie tradizioni, alla lingua e alla propria identità”.
Lo ha detto il nunzio apostolico in Italia, mons. Emil Paul Tscherrig, intervenendo a Lungro al 21° Incontro dei vescovi orientali sul tema “Il volto di una Chiesa orientale” iniziato a Lungro.
Mons. Tscherrig ha ricordato le vicissitudini dell’Eparchia, che nel 2019 celebrerà il suo primo centenario, per cui “siamo invitati a fare memoria della storia particolare di questa Chiesa che trova le sue antiche origini in Albania e che si è radicata con una rinnovata e singolare esperienza in Italia”.
Richiamando “la persecuzione che fin dai tempi del Concilio di Firenze del 1459 costrinse i cristiani albanesi ad abbandonare la propria patria”, il nunzio ha evidenziato che “così l’antico rito bizantino greco ha trovato una nuova patria in occidente, con il benestare del Papa, espressione plastica di quell’unica Chiesa di Cristo che respira a due polmoni”.
Per mons. Tscherrig, “la memoria è una dimensione della nostra fede. Non è soltanto un vano ricordare il passato bensì un presente vivo e un futuro che spinge verso il futuro”. L’impegno è a “vivere il presente con passione e abbracciare e il futuro con speranza”.

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