Festa di sant’Antonio: mons. Cipolla (Padova), “sogno una città dove è possibile trovare pubblica misericordia”

“Mi piacerebbe pensare a una città e a una comunità dove – per chi ha sbagliato, ha pagato e si è sottoposto a un rigoroso percorso di ravvedimento che rispetti fino in fondo il dolore delle eventuali vittime – sia possibile trovare oltre che pubblica accusa anche pubblica misericordia e il riconoscimento del cammino svolto attraverso reali, seri, rigorosi e veritieri percorsi”. Lo ha detto, questa mattina, il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla in occasione della solenne celebrazione per la festa di sant’Antonio, patrono della città. Mons. Cipolla ha ricordato che sant’Antonio “è stato ‘voce’ della carità di Dio, del suo desiderio di salvezza per ogni figlio e figlia, di guarigione di ogni male dell’anima e del corpo”. “Se per intervento del Signore, per miracolo, guarisce il corpo fisico – ha sottolineato il vescovo di Padova nell’omelia pronunciata nella basilica del Santo – per intervento del Signore e dei santi possono guarire i nostri mali spirituali e così anche le dimensioni più culturali e sociali di cui siamo parte ed espressione e dalle quali sempre più dipende il nostro star bene”. E in questa prospettiva, mons. Cipolla ha auspicato una particolare “guarigione sociale”, che riguarda “la possibilità di ricominciare a vivere per le persone che hanno sbagliato”.

“Mettiamoci nei panni di quelle persone che spesso hanno maturato la consapevolezza del loro errore. Nei panni delle loro mogli o dei loro mariti, dei loro figli, dei loro amici e conoscenti e chiediamoci: come stanno nella nostra società coloro che hanno sbagliato e che hanno riconosciuto il loro errore e pagato il loro eventuale debito con la giustizia?”, ha proseguito. Precisando di non voler alimentare in alcun modo “un malinteso spirito lassista, omertoso e amorale”, il vescovo di Padova ha richiamato ad un atteggiamento “che nasce dalla fedeltà all’annuncio di misericordia che viene dal Vangelo”, “un modo per tradurre nelle nostre storie e nella nostra cultura il grande dettato evangelico del perdono”. Mons. Cipolla ha invitato “a favorire processi di autentica riparazione e riconciliazione, dando la possibilità di ricominciare a chi ha sbagliato”. E poi ha espresso un desiderio: “Questo è il miracolo che vorrei invocare per intercessione di sant’Antonio: nella nostra città trovi spazio il miracolo divino che tiene insieme, e quasi fa coincidere, giustizia e misericordia, affinché tutti abbiano dignità e giusto riconoscimento, e la speranza non muoia mai nel cuore di chi ha sbagliato e vorrebbe riparare e ricominciare”.

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