Eparchia Lungro: mons. Oliverio, “aprire ponti nuovi per recuperare strade antiche”

“Aprire ponti nuovi per recuperare strade antiche”. È l’impegno ecumenico che l’eparca di Lungro, mons. Donato Oliverio, indica alla Chiesa lungrese nella lettera pastorale dal titolo “Il sogno di Dio sulla nostra Chiesa” per l’anno 2018 – 2019, durante il quale ricorre il primo centenario. Ricordando che “la nostra eparchia, incastonata nella sede di Pietro, sta vivendo una bella stagione ecumenica”, l’invito del presule è a “pensare in termini ecumenici, a vivere per l’ecumenismo, a far fruttificare il nostro essere cattolici di rito bizantino in chiave ecumenica”. Per il vescovo di Lungro, “siamo chiamati a confrontarci realisticamente con la società in cui ci troviamo immersi, senza, tuttavia, farci condizionare dalle sue istanze se le troviamo contrarie al piano di salvezza di Dio”, scrive mons. Oliverio. Richiamando la storia della Chiesa lungrese, a partire dalla costituzione pontificia di istituzione “Catholici Fideles” del 1919, di Papa Benedetto XV, il presule invita a “mantenere vivo, contestualizzando il nostro patrimonio liturgico, spirituale, culturale”. E ricorda come “il vivere da cristiani non è un percorso teorico, ma pratico, da storicizzare: Gesù, divenendo uomo e camminando su questa terra, è diventato la nostra guida sicura. Seguendo le sue orme sapremo attuare quello che lui ci chiede, di evangelizzare il mondo”. Infine, sul tema dell’ecumenismo, mons. Oliverio ricorda il “ruolo del tutto peculiare vissuto dalle nostre comunità italo – albanesi”, in riferimento alla consapevolezza, “testimoniata” negli anni, che “la comunione si costruiva nel riaffermare la propria identità”.

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