Papa a Nomadelfia: Francesco (responsabile comunità), troverà “una famiglia di famiglie non legata dal sangue ma dalla fede”

“Don Zeno Saltini, da sempre, ha intuito che era necessario cambiare le strutture, la società per vivere il Vangelo non solo come singoli, ma anche come popolo. Nomadelfia, con tutti i suoi limiti, è una proposta di vita integrale fondata sul Vangelo”. Lo scrive Francesco di Nomadelfia, responsabile della comunità fondata dal sacerdote, a proposito della visita di Papa Francesco, che si svolgerà domani, nell’articolo pubblicato su “Vita Pastorale”. “Nomadelfia è un piccolo popolo di volontari cattolici – sottolinea -. Non si nasce Nomadelfia, ma lo si diventa per libera risposta a una vocazione. E, nello stesso tempo, nessuno è costretto a viverci anche se ha assunto particolari responsabilità”. Secondo Francesco, “si tratta di mettere in gioco la vita per abbracciare un percorso di santità di popolo, una santità sociale. Senza sminuire la santità personale, si evidenzia l’importanza di camminare insieme e della corresponsabilità nel bene”. Il responsabile di comunità evidenzia una caratteristica della comunità, tracciata dal suo fondatore, don Zeno. “Tutte le famiglie di Nomadelfia sono aperte all’accoglienza di figli. È una grande rivoluzione culturale, per la quale dal 1931 a oggi sono stati accolti circa cinquemila figli”. Quindi, “una famiglia di famiglie non legata dal sangue ma dalla fede”.

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