Beni culturali ecclesiastici: Groppo (Convol), “creare associazioni di volontariato, lavorare in rete e fare lobbying”

foto SIR/Marco Calvarese

Parzialità; carenza di unitarietà; carenza di completezza; entrata in vigore effettiva diversificata per stralci, con date fisse e variabili; costi; carenza normativa: queste le criticità della legge di riforma del Terzo settore evidenziate da Giorgio Groppo, presidente Convol (Conferenza permanente associazioni federazioni e reti di volontariato), intervenuto al convegno “Progettazione – Valorizzazione – Terzo settore. La valorizzazione degli istituti culturali e del patrimonio ecclesiale, volontariato e Terzo settore, potenzialità e prospettive” in corso a Roma per iniziativa del competente Ufficio Cei. Una riforma che, sostiene, “non ha pagato né in termini di innovazione né in termini di consenso”. Anzi la stessa “riforma” è stata letta “come uno dei tanti sistemi costruiti più per mantenere e rafforzare poteri che per cambiare in positivo”. “Tutti i referenti politici di questo processo  – fa notare Groppo – sono stati bocciati dal voto. Hanno vinto i due partiti che in Parlamento hanno votato contro la legge 106. Cosa accadrà della riforma? Difficile dirlo per ora sono stati emanati solo 4 decreti legislativi. Ne mancano oltre 40”. “Per motivi di opportunità politica – aggiunge – sono stati volutamente esclusi dalla riforma alcuni settori del non profit: cooperative sociali, fondazioni ex bancarie mentre altre fondazioni di erogazione come le fondazioni di comunità e le più recenti fondazioni di impresa potranno rientrare nel nuovo Codice del Terzo settore”. Groppo rammenta inoltre che in fase di approvazione finale del Codice del Terzo settore la Conferenza Stato/Regioni non ha dato il proprio consenso e che” due regioni hanno proposto ricorso alla Corte Costituzionale per violazione delle prerogative regionali, per cui occorrerà attendere la sentenza per capire se vi saranno modifiche normative o altri ritardi”. In questo scenario, conclude, l’unica possibilità per accedere ai contributi è “creare associazioni di volontariato legate alla parrocchia ed enti culturali. Occorre lavorare in rete e fare un po’ di lobbying”.

foto SIR/Marco Calvarese

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo