Aldo Moro: Mattarella, “liberare il pensiero e l’esperienza politica da quella prigione”

(Foto: Quirinale)

“Oggi a 40 anni dalla quella tragedia sentiamo il bisogno di liberare il pensiero e l’esperienza politica di Aldo Moro da quella prigione in cui gli aguzzini hanno spento la sua vita e pretendevano di rinchiuderne il ricordo”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento al Quirinale durante la cerimonia del Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo. “Il rapimento di Moro, lo spietato sterminio degli uomini che lo scortavano, il sequestro a cui è stato sottoposto per 54 giorni rappresentano indubbiamente il punto più emblematico di quell’attacco che mirava a stravolgere l’ordine costituzionale dello Stato”, ha sottolineato il Capo dello Stato. “Si vivevano allora tempi insanguinati nelle scuole, nelle strade, nelle fabbriche”, ha proseguito. “La violenza politica si era fatta incombente e nella nuova generazione sembrava si dovesse convivere con una degenerazione del conflitto politico”. “Non tutti, anche nelle élite del Paese – ha ammesso Mattarella – compresero il pericolo e qualcuno invocò inverosimili neutralità tra lo Stato democratico e i terroristi”. Lo statista democristiano, ha aggiunto Mattarella, aveva “una sensibilità straordinaria per ciò che si muoveva all’interno della società. Per le nuove domande, per le speranze dei giovani, per i bisogni inediti che la modernità metteva in luce”. “Non gli sfuggiva – ha continuato il presidente della Repubblica – la pericolosità di tanto imbarbarimento della vita politica e civile”. “Ma, al tempo stesso, continuava a scrutare i ‘tempi nuovi che avanzano’. Le stesse lettere dal carcere brigatista restano una prova della sua umanità, della sua intelligenza, della sua straordinaria tenacia”.

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