Nicaragua: Benavente Gómez (economista), “forte malessere sociale per politiche economiche sbagliate e ingiuste”

“La protesta sociale in Nicaragua è anche la conseguenza di politiche economiche sbagliate e ingiuste e la spia di un forte malessere sociale”. Ne è convinto l’economista nicaraguense Carlos Benavente Gómez, attivo in diverse organizzazioni della società civile e membro della Giunta direttiva della Rete latinoamericana sul debito, lo sviluppo e i diritti, nata in seno al Consiglio episcopale latinoamericano (Celam). “Daniel Ortega – spiega Benavente – ha monopolizzato e gestito a sua discrezione la cooperazione venezuelana che in 10 anni ha superato i 3.500 milioni di dollari. Ha anche consegnato il Paese a un cinese attraverso una concessione per un canale, formalizzato nella legge 840 e altre concessioni: estrazione mineraria, silvicoltura, pesca. Questa legge colpirà gli agricoltori nelle loro proprietà, nelle aree della concessione per il Canale”. Secondo l’economista, “la società nicaraguense affronta problemi economici che influiscono sull’unità e sulla stabilità delle famiglie. La forte disoccupazione e un mercato del lavoro senza regole costituiscono un ambiente inquietante e destabilizzante per la pace familiare. Il prezzo dei carburanti viene manipolato verso l’alto mentre nel mercato internazionale il prezzo del petrolio è in calo. I funzionari governativi dicono che i risultati della gestione macroeconomica hanno successo perché le misure guidate dal Fondo monetario internazionale sono state soddisfatte, invece l’economia nazionale è diventata socialmente più ingiusta. La propaganda governativa mette in evidenza programmi clientelari attraverso slogan di partito, come fame zero, usura zero, bonus di solidarietà, tetti per le persone, come se stessero risolvendo il problema della povertà nel nostro Paese”.
La struttura delle imposte e delle esenzioni “ha portato a una elevata concentrazione della ricchezza e del reddito, ha consolidato la disuguaglianza sociale, favorendo le grandi aziende, sia vecchie sia nuove. Attualmente, viene implementata una politica fiscale regressiva, incoerente e malevola, piena di errori e rammendi; la struttura del bilancio nazionale è rimasta chiusa alle spese sociali”.
Il Nicaragua, conclude Benavente, “occupa i livelli più bassi dell’America per le spese riguardanti la salute e l’istruzione; gli investimenti e le spese per contrastare il cambiamento climatico sono un’utopia che solo la protesta dei cittadini può trasformare in realtà. La condizione di disoccupazione, la povertà, la malnutrizione e l’abbandono della stragrande maggioranza della popolazione sono motivo che spinge buona parte della forza lavoro giovane a migrare in cerca di migliori orizzonti personali e familiari in Costa Rica, Stati Uniti, El Salvador…”.

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