Famiglia: Cei/Ecclesia Mater, al via a luglio nuovo corso di alta formazione in consulenza con specializzazione pastorale. Iscrizioni fino al 31 maggio

“La forza dell’amore: vino nuovo in otri nuovi” è il tema del nuovo corso di alta formazione in consulenza familiare con specializzazione pastorale promosso dall’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei e dall’Istituto superiore di scienze religiose Ecclesia Mater della Pontificia Università Lateranense, in collaborazione con la Confederazione italiana consultori familiari di ispirazione cristiana. Il corso, multidisciplinare e di durata triennale, è coordinato da mons. Giuseppe Lorizio, docente di teologia fondamentale alla Lateranense, e si articola in due settimane intensive per tre estati consecutive, alle quali si aggiungono due week-end ogni anno dislocati sul territorio. La prima annualità (2018 – 2019) parte con le due settimane estive in programma dall’8 al 21 luglio a Madonna di Campiglio (Trento).  All’appuntamento (iscrizioni prorogate al 31 maggio) “sono attesi famiglie, coppie di sposi, sacerdoti, seminaristi, religiosi e religiose in un nuovo percorso di formazione totalmente rivisto e rinnovato per diventare veri compagni di viaggio nella quotidianità della vita di coppia, dal fidanzamento a tutte le stagioni del matrimonio”, spiega al Sir il direttore dell’Ufficio Cei, don Paolo Gentili. Il sacerdote sottolinea la peculiarità del percorso in cui “competenze di ordine psicologico e provenienti dalle scienze umane si intrecciano al sapere teologico e ad un approccio specificamente pastorale”. Parole d’ordine formazione, coscienza, discernimento, concretezza. “Addestrare al discernimento – chiarisce – è uno dei compiti principali che oggi hanno sia i sacerdoti sia le coppie che accompagnano le famiglie”. Per don Gentili, inoltre, occorre “coniugare la concretezza di Amoris Laetitia con il volto familiare della parrocchia che emerge in Evangelii Gaudium”, ma per essere davvero efficaci sul territorio “bisogna dare gambe a questo processo anche con una nuova alleanza tra parrocchia e consultori”. E la concretezza, avverte, richiede una sorta di “professionalità”. Non si può più “andare nella vigna del Signore come operai generici, occorre acquisire competenze specifiche perché l’accompagnamento è un bisturi: se non viene utilizzato correttamente può causare danni anche molto gravi”.

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