Diocesi: Perugia, presentata la mostra documentaria “800 anni di presenza francescana in Terra Santa”

“Non è una mostra, è un angolo di Terra Santa a Perugia, perché ci sono immagini, oggetti, libri, video, musiche, conferenze, persone…, che parlano dei luoghi dove è nato Gesù”. Così il vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, mons. Paolo Gilulietti, ha presentato alla stampa la mostra documentaria “800 anni di presenza francescana in Terra Santa”, fruibile nell’ex chiesa di Santa Maria della Misericordia, in via Oberdan 54 di Perugia, da domani, mercoledì 9 (giorno dell’inaugurazione ufficiale, alle ore 18), al 23 maggio, promossa dall’associazione “Santo Sepolcro di Foligno onlus”, con il patrocinio dell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve.
“Chi visiterà quest’esposizione – ha proseguito mons. Giulietti – si immergerà nella Terra Santa per alcuni motivi. Innanzitutto la Terra Santa è la terra del Signore e per noi cristiani e per la cultura occidentale in generale è il luogo di riferimento senza il quale non si comprende la Scrittura e quindi non si comprendono le radici della nostra civiltà. Per cui la Terra Santa per credenti e non credenti è qualcosa che non si può non conoscere. Visitare quest’esposizione significa accrescere la propria conoscenza di questo lembo di terra così importante per la storia dell’umanità e per tutte le grandi religioni”.
Padre Giuseppe Battistelli, commissario di Terra Santa per l’Umbria e presidente dell’associazione “Santo Sepolcro Foligno onlus”, ha illustrato la mostra documentaria e le sue principali finalità. Innanzitutto, ha precisato padre Battistelli, “sottolineare gli 800 anni di presenza dei frati minori in Terra Santa, far conoscere in maniera approfondita questa Terra Santa ma martoriata, promuovere i pellegrinaggi e raccogliere fondi a sostegno delle nostre comunità cristiane che vivono a dir poco una situazione drammatica. In maniera particolare, sosteniamo i bambini bisognosi di Gerico, che è un progetto del Commissariato di Terra Santa per l’Umbria”. Con questa mostra si vuole indicare cosa fanno i Francescani minori, ad iniziare dalla costruzione e gestione di scuole, come quella di Gerico, ospedali e orfanotrofi, dove vengono accolti tanti minori senza distinzione di fede e nazionalità.

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