Corea: Pyongyang, visita del Consiglio mondiale delle Chiese. Incontri e discussioni su denuclearizzazione e processo di riconciliazione

Primi ma importanti passi di avvicinamento e disgelo, frutto di un rapporto che non si è mai interrotto: una delegazione ecumenica internazionale di sei persone, composta da rappresentanti del Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc) e della Comunione mondiale delle Chiese riformate (Wcrc) e guidata dal segretario generale del Wcc Olav Fykse Tveit e dal segretario generale del Wcrc Chris Ferguson, ha visitato Pyongyang dal 3 al 7 maggio, su invito della Federazione coreana cristiana (Kcf) della Repubblica popolare democratica di Corea (Rdpc). A darne notizia è un comunicato del Wcc diffuso oggi.
L’evento – si legge nel testo – si è svolto a pochi giorni dal vertice intercoreano di Panmunjom del 27 aprile, in occasione del quale il presidente Moon Jae-in della Repubblica di Corea e il presidente Kim Jong-un hanno firmato la “Dichiarazione di Panmunjom per la pace, la prosperità e l’unificazione della Penisola coreana”. “Queste iniziative straordinarie hanno dato un nuovo slancio al processo di pace che la delegazione desidera fortemente affermare, sostenere e incoraggiare”, scrivono le Chiese cristiane.
“Rendiamo grazie a Dio – si legge ancora nel comunicato – perché oggi siamo in grado di celebrare insieme alla Federazione coreana cristiana (Kcf) e alla Repubblica popolare democratica di Corea (Rdpc) gli impegni politici presi nella Dichiarazione di Panmunjom. Impegni che rappresentano le speranze e le aspirazioni ecumeniche vissute da lungo tempo per la pace nella Penisola coreana”. In particolare, le Chiese sottolineano l’importanza dell’impegno ad “unire gli sforzi per alleviare le tensioni militari, promuovere lo scambio e la cooperazione inter-coreana, raggiungere un trattato di pace che sostituisca l’accordo di armistizio del 1953 e dichiari solennemente che non ci sarà più guerra nella Penisola coreana”. Il traguardo finale a cui le Chiese oggi guardano è “la completa denuclearizzazione” e cioè l’impegno a fare della Penisola coreana una terra “priva di nucleare”, attraverso la ratifica universale e l’attuazione del trattato sul “divieto di armi nucleari”.
Durante i 4 giorni di visita in Corea del Nord, la delegazione ecumenica ha incontrato e discusso con rappresentanti della Federazione coreana cristiana, con Kim Yong Nam, presidente del Presidium dell’Assemblea suprema dei popoli della Repubblica popolare coreana, e con Ri Jong Hyok, presidente dell’Istituto nazionale per la riunificazione. Prima di recarsi in Corea del Nord, Tveit e Ferguson si sono incontrati a Seoul con Cho Myoung-Gyon, ministro sudcoreano per l’unificazione, e hanno sottolineato “l’importanza del ruolo dei leader della Chiesa e delle comunità di fede che hanno sempre lavorato e lo faranno anche in futuro per la pace e la riunificazione del popolo coreano”.
“Abbiamo visitato Pyongyang in una bellissima nuova stagione primaverile, non solo nel mondo naturale ma anche nei rapporti tra il popolo e i governi della Penisola coreana”, ha affermato Tveit. “Sappiamo che la primavera è anche una stagione in cui lavorare, per garantire un buon raccolto di ciò che è stato seminato”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa

Informativa sulla Privacy