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Bosnia-Erzegovina: mons. Hoser (visitatore apostolico), a Medjugorje “una parrocchia al servizio dei pellegrini”

“La missione che mi viene affidata è finalizzata all’implementazione pratica delle soluzioni pastorali in modo che la Chiesa possa meglio venire incontro alle necessità dei 2,5 milioni di pellegrini che ogni anno arrivano a Medjugorje”: lo afferma al Sir mons. Henryk Hoser, appena nominato da Papa Francesco “visitatore apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis”. Il presule sottolinea soprattutto l’urgenza di coordinare e razionalizzare le opere ecclesiali, finora funzionanti indipendentemente, sia da un punto di vista amministrativo che da quello finanziario. Inoltre, considerato il numero di penitenti che proprio a Medjugorje decidono di accostarsi al sacramento della riconciliazione, secondo mons. Hoser “è urgente incrementare il numero di confessori capaci di somministrare il sacramento del perdono in diverse lingue, soprattutto quelle maggiormente parlate in Europa”. Il presule osserva che la piccola parrocchia di Medjugorje non è adatta ad accogliere i pellegrini, mentre il sagrato della chiesetta, privo di qualsiasi tettoia, non garantisce ai fedeli alcun riparo nel caso di condizioni atmosferiche avverse. Il 75enne presule in passato è stato visitatore apostolico in Benin, Togo, e in Ruanda, dal 1996 al 2003 è stato superiore della provincia pallottina di Francia e membro del Consiglio missionario della Conferenza dei superiori maggiori del Paese. Nel 2004 è diventato rettore dell’ufficio della procura missionaria pallottina a Bruxelles ed è stato poi coinvolto nella pastorale nell’ambito dell’Unione europea. Dal 2008 e fino a dicembre del 2017 è stato arcivescovo di Varsavia Praga, la parte della capitale polacca situata sulla sponda est della Vistola.

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