Salute: Fondazione Gemelli, nuovo farmaco all’orizzonte per la cura della fibrosi polmonare idiopatica. Testato con successo su oltre 100 pazienti

Un nuovo farmaco, la pentraxina-2 ricombinante, contro una grave malattia respiratoria dalle cause tuttora sconosciute, la fibrosi polmonare idiopatica, è stato testato con successo in una sperimentazione di fase II condotta su oltre 100 pazienti da esperti della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs – Università Cattolica del Sacro Cuore. I risultati dei test clinici, coordinati da Luca Richeldi, ordinario di Malattie dell’apparato respiratorio della Cattolica del Sacro Cuore e direttore dell’Unità operativa complessa di Pneumologia del Gemelli, sono stati pubblicati sulla rivista “Jama”. La sperimentazione in corso al Policlinico A. Gemelli è parte di uno studio multicentrico di portata mondiale che mira a trovare la cura per la fibrosi polmonare idiopatica, malattia dei polmoni caratterizzata da una progressiva perdita della funzione respiratoria che conduce alla morte generalmente per insufficienza respiratoria in media dai 3 ai 5 anni dopo la diagnosi. Si calcola che in Italia circa 5.000 nuovi casi di malattia siano diagnosticati ogni anno. “Questo studio di fase 2 – si legge in una nota – ha sperimentato la sicurezza e l’efficacia di un nuovo farmaco, la pentraxina-2 ricombinante. Il farmaco, somministrato per via endovenosa ogni 4 settimane per 6 mesi in 117 pazienti e confrontato con il placebo, ha ridotto significativamente il tasso di progressione della malattia, riducendo la perdita di funzione polmonare. Inoltre, i pazienti trattati con pentraxina-2 hanno mantenuto invariata la propria capacità di esercizio fisico, misurata con i metri percorsi durante il test del cammino in 6 minuti, mentre i pazienti del gruppo placebo hanno in media camminato 30 metri in meno. Il farmaco è stato ben tollerato dai pazienti inclusi nello studio”. “Questi risultati – prosegue la nota – molto probabilmente saranno la base di un ulteriore studio di fase 3, in cui la pentraxina-2 sarà valutata in combinazione con i farmaci già esistenti per valutarne l’eventuale beneficio aggiuntivo”. “Si auspica che la fine delle sperimentazioni sarà tra meno di un paio di anni”, spiega Richeldi, per il quale “la scoperta di questo nuovo farmaco potrebbe aprire a nuove possibilità di cura anche per molte altre malattie caratterizzate dalla fibrosi come meccanismo di malattia”. “Questo studio”, sottolinea Filippo Crea, ordinario di Cardiologia alla Cattolica e direttore del dipartimento di Scienze cardiovascolari e toraciche del Gemelli, “aggiunge un nuovo importante tassello alla cura di una malattia incurabile fino a pochi anni fa. È auspicabile che le conoscenze accumulate in questi ultimi anni nello studio della fibrosi polmonare possano ispirare nuovi approcci terapeutici anche nella cura di malattie di altri organi in cui sta emergendo un importante ruolo della fibrosi, a cominciare dallo scompenso cardiaco, una pandemia in rapida espansione”.

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