Colombia: elezioni presidenziali. Guerrero (direttore Cinep) al Sir, “processo di pace solo formalmente blindato, la politica può rallentarlo. Ma sono ottimista”

“Formalmente, come dice Santos, il processo di pace è blindato, ma la politica può avere un ruolo importante, il rischio è che ci sia poca chiarezza nel procedere, che non venga dato impulso al processo, che vanga gettato fango sulle ruote. E soprattutto rischiano di restare irrisolti i temi strutturali, la questione agraria, la partecipazione politica, i desaparecidos, il narcotraffico”. Questa l’analisi, per il Sir, del gesuita Luis Guillermo Guerrero Guevara, direttore del “Cinep (Centro de investigación y educación popular) – Programa por la Paz”, dopo il primo turno delle Presidenziali in Colombia e le prospettive per il processo di pace in caso di vittoria di Iván Duque, delfino dell’ex presidente Uribe, che affronta il ballottaggio da favorito con il suo 39%.
Preoccupazione viene espressa dal direttore del Cinep anche per le continue violenze che si susseguono nel Paese, soprattutto verso i leader sociali: “In questo Paese il paramilitarismo non ha mai cessato di esistere, il modello è quello di quarant’anni fa, quello di difendere il capitale con una milizia”. A questo si aggiunge uno Stato lontano, assente, frammentato in alcune zone del Paese, la dissidenza delle Farc (pare circa 2mila uomini su un totale di 7mila). Difficile estirpare la violenza “senza una riforma politica di fondo”, i leader sociali vengono uccisi “perché stanno rivendicando diritti”. Tuttavia, conclude Guerrero, “sono ottimista. Veniamo da 50 anni di conflitto e 30 di negoziati, nel Paese si sta sviluppando una lunga traiettoria di pace, c’è un ampio movimento di chi vuole la pace e il popolo colombiano in maggioranza è gente di pace. Per questo il Paese non è fallito e non è caduto. I media ne parlano poco, ma pensiamo alle tante iniziative per la pace messe in piedi dalle Chiese, dalle Università, dalla società civile!”.
Perché, allora, viene da chiedersi, rischia di vincere chi finora ha osteggiato apertamente il cammino di pace? “Perché alla dirigenza politica ed economica non interessa la pace, che porta con sé riconciliazione e giustizia. A molti conviene la guerra, conviene il conflitto. Basti pensare che lo 0,1% al massimo lo 0,2% della popolazione detiene il 60% delle terre! La massa non ha potere politico ed economico e l’élite non ha mai risolto le grandi iniquità e ingiustizie di questo Paese”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo

Informativa sulla Privacy