Stati Uniti: Boston, appello di 500 scienziati e leader religiosi a difesa dell’ambiente

(da New York) “Motivati ​​dalla crisi climatica, scienziati e leader religiosi consideriamo scientificamente irrazionale e moralmente indifendibile l’inazione sul campo ambientale. Religioni, scienza, economia, lavoro, governo, istruzione, organizzazioni civiche, comunità e singole persone, tutti noi dobbiamo fare tutto il possibile per ridurre le emissioni di gas serra e proteggere le nostre comunità dagli impatti catastrofici dei cambiamenti climatici”. Comincia con queste parole l’appello congiunto a difesa dell’ambiente, sottoscritto da oltre 500 leader del mondo della scienza e da esponenti cristiani, ebrei e musulmani del Massachusetts, che lo hanno presentato il 24 maggio a Boston. In prima linea tra i sostenitori c’è proprio il cardinale di Boston, Sean O’Malley, che ha ospitato nel centro pastorale della sua diocesi l’appuntamento con i giornalisti. Il centro pastorale è uno dei luoghi simbolo dell’adesione alla campagna sul cambiamento climatico, perchè entro la fine dell’estate metterà in funzione un impianto solare da 1 megawatt che alimenterà più di 100 case e compenserà annualmente 17mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica. “Siamo davanti a un’emergenza ecologica e morale che ha un impatto su tutti gli altri aspetti delle nostre vite condivise e ci impone di lavorare insieme per proteggere la nostra casa comune”, continua la dichiarazione dei 500.
“Il Massachusetts ha una storia di leadership a livello nazionale nel campo della scienza, della tecnologia e delle politiche pubbliche e ora abbiamo l’opportunità e l’obbligo di essere leader nella protezione della nostra casa comune, siamo chiamati a essere un faro per la nazione e il mondo, c’è ancora tempo per agire e quel momento è ora”. Nell’appello si chiede ai rappresentanti politici di affrontare “la crisi climatica con l’audacia e l’urgenza di cui necessita”. Nel 2008, il Massachusetts ha approvato il Global Warming Solutions Act, che impone allo Stato di ridurre le emissioni di gas serra in tutti i settori del 25% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990 e almeno dell’80% entro il 2050.
“Che scienziati e leader religiosi, che spesso si avvicinano alle cose con visioni del mondo diverse, si siano uniti sui cambiamenti climatici, dice molto dell’importanza che vi attribuiamo”, ha dichiarato Philip Duffy, fisico e presidente e direttore esecutivo del Woods Hole Research Center, uno dei laboratori, leader mondiali nella ricerca sul clima, particolarmente preoccupato per il surriscaldamento climatico che nel giro di pochi anni potrebbe sommergere la regione di Baia e far sprofondare anche la florida industria della pesca.

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