Argentina: card. Poli (presidente vescovi), “custodire la vita dall’inizio alla fine è voler essere nazione”

L’arcivescovo di Buenos Aires e primate d’Argentina, card. Mario Aurelio Poli, ha presieduto ieri nella Cattedrale metropolitana il Te Deum in occasione della Festa nazionale del 25 maggio. Di fronte al presidente della Repubblica Mauricio Macri e ad altre autorità, il cardinale Poli è intervenuto sulla difesa della vita e ha fatto riferimento al dibattito legislativo sulla legalizzazione dell’aborto: “Se la proposta è quella di scegliere per una vita o l’altra, noi scommettiamo sul fatto che vivano entrambe”. Il primate argentino ha detto che “custodire la vita dall’inizio alla fine è voler essere nazione”, e ha ricordato che in Argentina “siamo tutti necessari e importanti, cosicché nessuna persona dovrebbe essere esclusa dalla festa della vita, anche il più umile e dimenticato nel profondo del Paese”. Poli ha poi citato Papa Francesco, che nella recente esortazione Gaudete et exsultate sostiene che “la difesa dei non nati innocenti deve essere chiara, ferma e appassionata, perché lì è in gioco la dignità della vita umana”. L’arcivescovo ha subito dopo ricordato anche le righe successive dell’esortazione papale, in cui si sostiene che “altrettanto sacra è la vita dei poveri che sono già nati”.

Il card. Poli ha anche fatto accenno alla difficile situazione economica del Paese: “Nella storia non dominano le forze economiche ma quelle spirituali”, altrimenti “sarebbe difficile per noi spiegare come per oltre 200 anni la nostra gente abbia attraversato, con pazienza e duro lavoro, dei momenti bui, vivendo, convivendo, e non di rado sopravvivendo a periodi di confusione, alla mancanza di beni fondamentali e al flagello della disoccupazione, dando origine agli aspetti inumani e umilianti della povertà, paradossalmente in una terra così ricca di risorse naturali”. E ha concluso: “Questo popolo ha tollerato tutto senza perdere la speranza di un domani migliore, confidando in una giustizia distributiva tanto attesa”.

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