Privacy e Gdpr: Sorice (Luiss), “è inevitabile che le regole siano sempre in ritardo” sulla Rete

“Quando si pensano norme e regole su un oggetto in continua trasformazione come Internet, è inevitabile che le regole siano sempre in ritardo; esse fotografano una situazione che spesso è già cambiata nel momento in cui tali regole diventano applicabili”. Così Michele Sorice, ordinario di innovazione democratica e di political sociology alla LUISS “Guido Carli”, in un’intervista al Sir nel giorno in cui entra in vigore per tutti gli Stati membri il Regolamento Ue 2016/679, noto come GDPR (General Data Protection Regulation), relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento e alla libera circolazione dei dati personali. “A questo si dovrebbe aggiungere anche che è molto difficile ‘normare’ un sistema così complesso, che si basa sulla necessità dell’apertura e che è – anche ideologicamente – organizzato per connettere reti; e inoltre, che è difficile stabilire regole in uno ‘spazio’ in cui operano principalmente grandi gruppi economici, che spesso hanno fatturati più elevato dei bilanci di interi Stati”, aggiunge Sorice: “Sicuramente i grandi colossi della Rete detengono un potere di conoscenza, nonché le competenze per mettere a sistema i nostri dati, inimmaginabile fino a pochi decenni fa; molto superiore persino alle ‘schedature’ effettuate dai servizi segreti dei regimi totalitari negli anni Cinquanta e Sessanta”.

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