Palazzo Chigi: l’addio di Gentiloni, “per andare fuori strada bastano pochi mesi”

“È stato un grandissimo onore per me servire l’Italia qui da Palazzo Chigi, vi faccio gli auguri per il lavoro dei prossimi anni”. Lo ha detto questa mattina il presidente del Consiglio dimissionario, Paolo Gentiloni, che ha riunito collaboratori e dipendenti di Palazzo Chigi per un saluto. Il premier uscente ha ricordato che ci sono “ferite ancora aperte, ma dobbiamo andare avanti, mantenere qualità, responsabilità, impegni nell’azione di governo”, mandando un messaggio chiaro al prossimo governo. “Non c’è dubbio – ha aggiunto – che i passi avanti che sono stati fatti non hanno eliminato le conseguenze delle ferite ancora aperte”. Quindi, è necessario “prendersi cura delle cicatrici, della rabbia, del disagio, delle difficoltà economiche, delle paure che provocano, ma senza dilapidare il lavoro fatto in questi anni”. Gentiloni ha evidenziato che “risalire una china per cinque lunghi anni non è semplice”: “Richiede perseveranza, costanza, impegno, sacrificio, professionalità. Purtroppo – ha ammonito – per andare fuori strada non servono cinque anni ma bastano pochi mesi, talvolta poche settimane: ci sono Paesi che hanno scelto strade che hanno portato rapidamente a situazioni difficili”. Prima dell’addio allo staff della presidenza del Consiglio, Gentiloni ha sottolineato che “lasciamo un Paese con più crescita, con più lavoro, più diritti, con conti in ordine, più sicurezza, avendo inferto colpi molto importanti al traffico clandestino di esseri umani e avendo occupato il posto che compete all’Italia nel contesto internazionale ed europeo”. “Questo lavoro – ha concluso – certamente non ha cancellato le ferite di una crisi lunghissima, e il risultato delle elezioni è lì a ricordarcelo in modo serio: tutto deve fare chi governa tranne mancare di rispetto ai risultati delle elezioni”.

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