Siria: Acs, posa della prima pietra per altre 97 case cristiane ad Homs

JEUSUS IS MY ROCK Ceremony - rocks. “Jesus is my Rock” Ceremony – ACN broke ground on Tuesday, 1st May, in Homs, Syria, where nearly 100 destroyed homes will be repaired. With “Jesus is my rock” ceremony on Tuesday noon, 1st May, the pontifical foundation Aid to the Church in Need begins the reconstruction of another 97 houses belonging to internally displaced Christian families from Homs in Syria. During the celebration in Um Al-Zehnar Syriac Orthodox Cathedral, the owners of the houses were each given a small piece of the rock reminding that Jesus is the rock, a stable fundament they can rely on and construct their future.

Festa nella cattedrale siro-ortodossa Um al Zehnar di Homs dove nei giorni scorsi la Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs), ha consegnato un primo mattone in pietra con su scritto “Gesù è la mia roccia” ai proprietari delle 97 abitazioni cristiane di Homs che contribuirà, con 300mila euro, a ricostruire. Homs, si legge in comunicato di Acs, è la terza città più importante della Siria dopo Damasco ed Aleppo, e durante i primi anni di conflitto è stata a lungo teatro di scontro fra i ribelli e le forze lealiste. Moltissimi cristiani hanno abbandonato la città per motivi di sicurezza o perché le loro abitazioni erano state distrutte. I proprietari dei 97 edifici che rientreranno, appartengono infatti a diverse denominazioni cristiane: una famiglia maronita, 26 greco-melchite, 11 greco-ortodosse e 59 siro-ortodosse. “Le 97 abitazioni saranno pronte prima della fine dell’estate e andranno ad aggiungersi alle altre 110 che la Fondazione pontificia ha già riedificato. “Purtroppo la guerra in Siria è lungi dall’essere finita – afferma il direttore di Acs-Italia, Alessandro Monteduro – ma grazie a interventi come questo possiamo permettere ai nostri fratelli siriani di ritornare, seppur parzialmente, alla normalità”. Monteduro ricorda inoltre il grande impegno in Siria di Acs, che è tra le principali realtà a sostegno dei cristiani in Medio Oriente. “Dal 2011 ad oggi abbiamo donato oltre 24 milioni e 500mila euro ai nostri fratelli siriani. Questi cristiani coraggiosi hanno sofferto e continuano a soffrire molto, ed è nostro dovere realizzare il loro sogno di tornare alle proprie case. Da loro apprendiamo cosa significhi avere una fede salda e incrollabile. Perché Gesù, anche nell’orrore della guerra siriana, non ha mai smesso di essere la loro roccia”.

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