Giovani: Scotti (presidente Link University), “occorre ascoltarli con umiltà, per scuola e università no a riforme calate dall’alto”

“Spesso la discussione sulla scuola si riduce agli ordinamenti e al personale, mentre i giovani sono fuori dalle preoccupazioni anche del legislatore e del riformatore”. Lo denuncia Vincenzo Scotti, presidente dell’Università degli studi Link Campus University, per il quale “i giovani devono essere ascoltati con umiltà, discrezione e attenzione”. “Mi auguro che il nostro Paese ascolti i giovani”, ha scandito Scotti aprendo la conferenza stampa di presentazione del Sesto Rapporto e del Libro Bianco elaborati dall’Osservatorio “Generazione Proteo”. “Questo testo – ha rilevato – vuole essere un contributo alla riflessione profonda sulla necessità di governo della scuola e dell’università: non servono riforme calate dall’alto, ma occorre chiedere ai protagonisti di avere autonomia e indipendenza e non essere burocrati”. “La scuola, l’università e la società hanno bisogno di capire i giovani, di fare un bagno di umiltà per poter trasmettere il sapere e abituare i giovani ad usarlo con uno sguardo critico, libero, bello”, ha insistito Scotti ricordando che le ricerche presentate “non sono fatte da esperti, ma sono testi in cui i giovani raccontano se stessi e interpretano” in quanto gli studenti coinvolti hanno preso parte alla fase di preparazione dei questionari, alla compilazione e all’elaborazione dei dati.
“I giovani non devono essere un capitolo a parte, ma, se volgiamo ricostruire l’Italia, devono essere parte fondamentale di una visione politica del nostro Paese”, gli ha fatto eco Monica Nanetti, dirigente scolastico dell’Itis “E. Fermi” di Roma e presidente del Comitato scientifico dell’Osservatorio “Generazione Proteo”, che ha definito il Libro bianco “una risposta concreta per cambiare forme di apprendimento, per evitare il fenomeno del ‘burn out’, e capire: i ragazzi hanno necessità di riferimenti certi”.

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