Giovani: Mesa (Università Cattolica) ad assemblea Usg, “condividendo con loro una parte del viaggio, cercando insieme a loro il senso del loro percorso”

Per aiutare i giovani a vivere una vita in pienezza, li si dovrebbero incontrare là dove vivono realmente, “lasciando da parte le nostre precomprensioni e le nostre risposte ricette pronte, condividendo con loro una parte del viaggio, cercando insieme a loro il senso del loro percorso”. È il suggerimento rivolto da Diego Mesa, docente dell’Università Cattolica di Milano, ai partecipanti alla 90ª assemblea semestrale dell’Unione dei superiori generali (Usg) in corso da ieri ad Ariccia. I superiori generali presenti (un centinaio), sono chiamati a riflettere e confrontarsi sui giovani, anche in vista del Sinodo dei vescovi del prossimo ottobre. Fin dai primi interventi hanno perciò provato a mettersi in ascolto di quello che una sempre più concreta attenzione al mondo giovanile potrebbe significare per una vita consacrata realmente più “generativa”. Dopo la parola di benvenuto da parte del presidente Usg, p. Mauro Jhöri, sono stati condivisi alcuni dati. Nel 2015 i giovani tra i 15 e i 24 anni, secondo l’Onu, erano 1.194.500, pari al 16% della popolazione mondiale, stimata in 7.383.000 abitanti. Sei giovani su dieci si trovano in Asia, il continente più popoloso, e quasi due su dieci in Africa, il continente più giovane. Poco meno di un giovane su dieci si trova in America Latina. I giovani dell’America del Nord, Europa e Oceania insieme sono poco più di un decimo del totale. Nonostante le oggettive migliori condizioni di vita, i giovani nativi dei paesi occidentali tendono ad essere insieme più pessimisti, pragmatici, realisti.

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