Assemblea Cei: comunicato finale, due ore di “confronto a porte chiuse” con il Papa sulla riduzione delle diocesi. In politica serve “conversione culturale” per “dare continuità” al ruolo dei cattolici

Sulla questione della riduzione delle diocesi – una delle tre “preoccupazioni” segnalate da Francesco nel suo discorso di apertura – “come sui molti sollevati dalle domande dei vescovi, il confronto con il Santo Padre è proseguito a porte chiuse per un paio d’ore”. A renderlo noto è il comunicato finale dell’Assemblea della Cei, che si è chiusa oggi in Vaticano. Negli interventi dei vescovi – seguiti all’Introduzione ai lavori, offerta dal cardinale presidente – ha preso volto “un Paese segnato da pesanti difficoltà”, si lette nel testo: “Sono frutto della crisi economica decennale – con la mancanza di sicurezza lavorativa e mala-occupazione – e di un clima di smarrimento culturale e morale, che mina la coscienza e l’impegno solidale. Non si fatica a rinvenirne traccia nel sentimento d’indifferenza per le sorti altrui e nelle tensioni che incidono sulla qualità della proposta politica e sulla stessa tenuta sociale”. Al riguardo, i vescovi hanno sottolineato che “la debolezza della partecipazione politica dei cattolici è espressione anche di una comunità cristiana poco consapevole della ricchezza della Dottrina sociale e, quindi, poco attiva nell’impegno pre-politico”. Di qui la volontà di una “conversione culturale” – sulla scia dell’esperienza delle Settimane Sociali – che sappia “dare continuità alla storia del cattolicesimo politico italiano, testimoniata da figure alte per intelligenza e dedizione”. In particolare, è stata ricordata l’attualità del beato Giuseppe Toniolo che – in un’analoga situazione socio-politica – “seppe farsi promotore di cultura cristiana, di un’etica economica rispettosa della persona, della famiglia e dei corpi sociali intermedi”.
Con la disponibilità a riscoprire e “abitare” un patrimonio di documenti che testimoniano la particolare sensibilità della Chiesa italiana per l’aspetto politico dell’evangelizzazione, i vescovi si sono impegnati ad “aiutare quanti sentono che la loro fede, senza il servizio al bene comune, non è piena”. La ricostruzione – è stato evidenziato – parte “da un’attenzione a quanti, a livello locale, con onestà e competenza amministrano la cosa pubblica, senza smarrire uno sguardo ampio e una cornice europea”. A tale “duplice fedeltà” i pastori hanno richiamato anche i protagonisti dell’attuale stagione politica, ricordando loro che “per guidare davvero il Paese è necessario conoscerlo da vicino e rispettarne la storia, la tradizione e l’identità”.
Anche la proposta, presentata dal card. Bassetti, di un Incontro di riflessione e spiritualità per la pace nel Mediterraneo, è stata “condivisa in maniera convinta” dall’Assemblea Generale. Nelle parole dei vescovi è emersa, inoltre, “la preoccupazione per tante situazioni di instabilità politica e di criticità dal punto di vista umanitario, a fronte delle quali come Chiesa si avverte l’importanza di porre segni che alimentino la riconciliazione e il dialogo”. È stata espressa, infine, la volontà di costituire a breve un Comitato operativo, che valorizzi quanto già in essere e consideri con attenzione l’incontro che Papa Francesco vivrà a Bari il prossimo 7 luglio.

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