Politica: mons. Sequeri (Pont. Istituto Giovanni Paolo II), “deve ripartire dall’alleanza uomo-donna”

“La politica deve ripartire dall’alleanza uomo-donna”. Lo ha detto mons. Pierangelo Sequeri, preside del Pontificio Istituto Teologico “Giovanni Paolo II” per le scienze del matrimonio e della famiglia, a margine della presentazione – alla Pontificia Università Lateranense – del libro “Chiesa senza storia, storia senza Chiesa. L’inattuale ‘modernità’ del rapporto chiesa-mondo”, edito da Studium. “Oggi il matrimonio è una questione politica – ha affermato Sequeri – non solo nella definizione dei generi, ma perché il tema dell’alleanza dell’uomo e della donna, le generazioni, il rapporto tra il lavoro e il godimento, pongono temi formidabili all’attenzione della società”. Di qui la necessità di “un allargamento dell’alleanza tra l’uomo e la donna”, che ha importanti ricadute per la “qualità umana, etica, spirituale, personale che si sviluppa all’interno di quel rapporto”. “Il dogma dell’autorealizzazione sta corrodendo non solo il matrimonio, ma tutta la gamma delle relazioni”, la tesi di Sequeri, secondo il quale “oggi la questione dell’alleanza tra uomo e donna, che ieri era solo un capitolo della pastorale, è esplosa: quello che si decide all’interno del matrimonio e della famiglia ha un riflesso immediato al suo esterno”. “L’alleanza tra l’uomo e la donna non è solo una questione privata o degli affetti, ma sistemica”, ha affermato il teologo: “Sarà ciò su cui la società vivrà o affonderà”. “La Chiesa o si fa in questo modo o non si farà”, ha denunciato Sequeri, soffermandosi sulla rilevanza politica di tale rapporto, oltre che per la comunità ecclesiale, “anche per la comunità umana, che per stessa ammissione degli intellettuali più avvertiti è stremata dal fatto che il rapporto uomo-donna viene trattato soprattutto in chiave di rivendicazione – cosa che va benissimo – ma non in termini di alleanza, di complicità tra uomo e donna, entrambi investiti della questione della responsabilità”. Se, invece, “la complicità dell’uomo e della donna viene messa al timone della storia, la politica deve necessariamente accordarsi con essa”, ha fatto notare Sequeri: “Papa Francesco ha esortato il nostro istituto, l’unico istituto di alti studi della Chiesa dedicata a questo tema, a studiare l’alleanza dell’uomo-donna nella sua globalità, in tutta la sua potenza, e non solo come un capitolo della sua attività”. Per questo l’Istituto Giovanni Paolo II, in questo anno dopo la riforma voluta da Francesco, ha dato corpo “ad un ampliamento, ad un allargamento della questione antropologica”: non solo con iniziative come la Cattedra “Gaudium et Spes”, “strategica nel dialogo tra Chiesa e società, in primo luogo sui temi del matrimonio e famiglia”, ma anche con il potenziamento dei percorsi istituzionali “che possono avere un indirizzo differenziato”, tramite un’offerta di nuovi corsi e insegnamenti nel campo delle scienze politico-sociali e bioetiche. “Anche la teologia ne guadagna”, ha concluso Sequeri”: “Invece che un repertorio di formule, diventa un discorso vivo sulla polarità tra uomo e donna”.

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