Lotta alla mafia: De Raho (procuratore nazionale), “la mafia c’è ancora ma è fortemente indebolita”

“Che la mafia sia ancora presente è una verità, però non condivido l’affermazione secondo cui la mafia è ancora esistente quasi che il contrasto sia stato insufficiente. È vero, la mafia c’è ancora ma è fortemente indebolita, non è più quella che si muoveva con lo strumento stragista anche perché lo Stato ha avuto uno forza di reazione straordinaria”. Lo ha affermato questa mattina Federico Cafiero De Raho, il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, intervenendo all’evento “Palermo chiama Italia” nel 26° anniversario della strage di Capaci, nella quale il 23 maggio 1992 persero la vita il giudice Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta. De Raho ha fatto riferimento al fatto che “nel tempo abbiamo avuto una polizia giudiziaria e una magistratura sempre più specializzate” e “una legislazione che è la migliore del mondo sotto il profilo antimafia”. “In Europa – ha proseguito – oggi si tende ad uniformare antimafia la legislazione antimafia a quella italiana”. “Sta cambiando molto”, ha sottolineato il procuratore nazionale, evidenziando che “ancor più sta cambiando la società civile, che si sente consapevole e responsabile di ciò che è avvenuto. Responsabile – ha spiegato – perché ciascuno di noi porta in sé la sofferenza del passato. Se sono avvenute le stragi è perché noi non siamo stati in grado di opporci, di fare fino in fondo il nostro dovere”. Ricordando Falcone e Bolsellino, De Raho ha affermato che “di mafia bisogna parlare. L’omertà è una delle connotazioni fondamentali della mafia. Se non si parla di mafia, la mafia si rafforza. Se non si è indignati di fronte a determinati fatti, la mafia si rafforza. È necessario che si faccia di più, bisogna che tutti insieme riescano a sentire la necessità di reagire, anche al di là del proprio ruolo”. “La politica – ha concluso – bisogna che tenga il tema della mafie come quello prioritario. Eppure si è parlato troppo poco negli ultimi tempi di mafia”.

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