Parlamento Ue: audizione con Mark Zuckerberg (Facebook), “errori non si ripeteranno”. Tajani, “democrazia non è marketing”

(Bruxelles) Tutela della privacy, utilizzo dei dati degli utenti dei social network, difesa della democrazia, garanzia per elezioni non falsate dalle fake news e dall’informazione diffusa in rete. Sono alcuni dei temi che vengono affrontati nel corso dell’audizione promossa dalla conferenza dei presidenti in corso al Parlamento europeo con il fondatore e amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg. Una discussione generata dallo scandalo Cambridge Analytica e da altre preoccupazioni per la democrazia in Europa e nel mondo proprio in relazione alla diffusione dei social. Introducendo il dibattito, che si svolge nella sede dell’Europarlamento a Bruxelles, il presidente Antonio Tajani ha detto: “La democrazia non può essere trasformata in una operazione di marketing in cui chi si impossessa dei nostri dati acquisisce un vantaggio politico”. Secondo Tajani esiste il pericolo “che alcuni partiti o persino potenze straniere utilizzino indebitamente i dati per alterare i risultati elettorali nel loro interesse”.
Nel suo breve intervento introduttivo Zuckerberg ha chiesto “scusa per i nostri errori”. “Ci vorrà tempo, ma sono impegnato per impedire che si ripetano”. “Nel 2016 siamo stati troppo lenti – ha affermato – nell’individuare le ingerenze russe nelle elezioni americane, non eravamo abbastanza preparati. Ma da allora abbiamo investito in maniera significativa”, per rimediare a questi problemi. “Sono determinato – ha proseguito il fondatore di Facebook, che ha fra l’altro vantato il ruolo positivo dei social – a continuare a costruire strumenti che uniscano le persone”.
Nel corso della giornata si era svolto a Bruxelles, nel quartiere europeo, un flash mob per chiedere a Facebook di cancellare i profili falsi che diffondono disinformazione minacciando la democrazia.

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