Sinodo giovani: mons. Semeraro (Albano), “per progredire nella conoscenza della volontà di Dio, scegliere una guida spirituale”

“I punti forza dell’opera educativa all’incontro con Dio sono l’educazione allo stupore, a darsi del tu, a sentirsi partner di Dio, alla compagnia di Dio, più che alla sua onnipresenza”. Lo ha detto oggi mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano, intervenuto nel Seminario di Bologna al convegno “Testimoni e cirenei della gioia” in occasione del sessantesimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale del servo di Dio don Tonino Bello. Il presule ha riflettuto sul compito dell’accompagnatore vocazionale che “oggi è di estrema attualità”, mentre “nella Chiesa cattolica ferve la preparazione” al Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani. “Perché si possa compiere un autentico discernimento spirituale la tradizione da sempre ha sottolineato non soltanto l’importanza, ma addirittura la necessità dell’accompagnamento personale – ha aggiunto mons. Semeraro -. Chi si propone di progredire nella conoscenza della volontà di Dio e giungere all’incontro con Cristo deve scegliere una guida spirituale”. Tratteggiando “la figura dell’accompagnatore vocazionale dagli scritti di mons. Bello”, il vescovo ha ricordato “l’espressione: ‘Ha scritto t’amo sulla roccia’”. “Mons. Bello la scelse per un breve testo sulla vocazione, scritto in forma poetica con la data del maggio 1990. Qui – ricorda il presule – don Tonino descrive la vocazione puntando su due termini: evocazione e scommessa. Il primo richiama l’opera creativa di Dio: ciascuno è davanti a Lui un essere unico, originale e irripetibile. Da ciò deriva un compito davvero singolare che s’identifica con la fiducia che Dio riposa su ciascuno”.

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