Colombia: Cáceres Aguirre (ecoteologo) su diga di Hidroituango a rischio crollo, “sotto l’acqua resteranno per sempre le fosse comuni dei desaparecidos”

Non soltanto problemi tecnici e un territorio inadatto, ma anche un contesto complessivo di corruzione e violenza, com’è quello della zona del Basso Cauca. La denuncia, a proposito del megaprogetto idroelettrico Hidroituango in Colombia (mentre l’ostruzione di alcuni tunnel ha provocato l’innalzamento dell’acqua, l’evacuazione di 9mila persone e il rischio di crollo per l’enorme diga) arriva da Alirio Cáceres Aguirre, diacono permanente dell’arcidiocesi di Bogotá, docente e ricercatore della Facoltà di teologia della Pontificia Universidad, direttore del Gruppo di ricerca in ecoteologia, tra i coordinatori della rete continentale Iglesias y Minería. “Dietro a quanto sta succedendo in questi giorni – spiega – ci sono vari livelli di corruzione e negligenza. In nome del profitto si riducono le precauzioni e aumentano i rischi. Nel caso di questo progetto direi che c’è stato uno studio superficiale del suo impatto ambientale. Quello che sta accadendo alle popolazioni locali è molto grave”.
Ma dall’ecoteologo dell’Università Javeriana arriva la denuncia di altre allarmanti situazioni: “La zona interessata dalla diga, quella del Basso Cauca, è stata per decenni caratterizzata da una diffusa violenza, da povertà, narcotraffico. Il progetto idroelettrico forse non casualmente si incrocia con storie di violenza, sparizioni, attività delle bande paramilitari, sgomberi forzati, desplazamientos. Esistono sospetti che gli interventi dei paramilitari di questi anni siano in qualche caso stati dettati proprio dalla volontà di ‘liberare’ la zona”. Collegata a questa, arriva una seconda denuncia: “Nel luogo dove dovrebbe sorgere il lago ci sono fosse comuni, vi sono stati sepolti tanti desaparecidos. La storia e la ricerca di verità verrebbero cancellate, resterebbero sotto i fondali del lago. La popolazione, cha anche a prescindere da questo vede il mancato rispetto dei suoi diritti, protesta per la mancata risposta alla sete di giustizia e verità”. In questo contesto, “i candidati alle elezioni presidenziali, a poco più di una settimana dal voto, evitano di prendersi responsabilità”, conclude Cáceres Aguirre. Ma non viene meno quello che Papa Francesco ha chiamato durante la sua visita in Colombia “il clamore dei poveri”. Un clamore che sale da tutto il continente, “dato che progetti di questo tipo sono numerosi non solo in Colombia, ma in tutto il Sudamerica e in America Centrale. L’obiettivo non è quello di assicurare il fabbisogno di energia, ma di esportarla”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa