R.D. Congo: i vescovi congolesi al governo, “rispettare la libertà di manifestare durante il processo elettorale”

Abbé Donatien Nshole, segretario generale della Cenco

“Rispettare la libertà di manifestazioni pubbliche come stabilito dalla Costituzione della RD Congo”, dare “direttive alla Polizia nazionale perché rispetti i diritti umani” evitando “l’uso sproporzionato della forza”: sono alcune delle raccomandazioni al governo da parte della Conferenza episcopale della Repubblica democratica del Congo (Cenco), che ieri ha presentato a Kinshasa, tramite la propria Commissione Giustizia e pace, il rapporto sull’osservazione elettorale e il monitoraggio delle riunioni pubbliche nella RD Congo dal mese di dicembre 2017 a fine marzo 2018, un periodo caratterizzato dalla repressione delle manifestazioni dei cattolici che chiedevano  al presidente della Repubblica democratica del Congo Laurent-Désiré Kabila il rispetto dell’accordo del 31 dicembre 2016, per portare il prima possibile il Paese alle elezioni, previste ora il 23 dicembre 2018 ma negli anni sempre rimandate. Oltre 40 milioni di persone andranno al voto. I vescovi ci tengono a monitorare il processo elettorale fin da ora, perciò hanno formato 97 osservatori distribuiti in 15 province e 200 persone per il monitoraggio. Nel documento, presentato da padre Donatien Nshole, segretario generale della Cenco, si ricorda che nel periodo preso in esame “ci sono stati 15 morti di cui 14 da proiettili, 226 feriti di cui 50 da proiettili e 396 persone interrogate dalla polizia”. La Commissione giustizia e pace ha inoltre verificato “la distruzione e il sabotaggio di oggetti liturgici, la violazione dei luoghi di culto e l’estorsione di beni da parte di membri della polizia”, anche se “qualche atto di vandalismo è stato commesso dai manifestanti”. Il rapporto evidenzia “la recrudescenza del ciclo della violenza, specialmente nella provincia di Ituri e il peggioramento della situazione umanitaria nelle province del Nord Kivu, del Sud Kivu, di Maniema, Tanganyika, Kasai Central e Kasai”. Dalla constatazione delle violazioni dei diritti umani accertate anche da organismi delle Nazioni Unite, i vescovi formulano una serie di raccomandazioni concrete al governo, alla Commissione nazionale elettorale indipendente (Ceni), al Consiglio superiore della magistratura, alla magistratura, ai partiti politici, alle organizzazioni della società civile, ai partner tecnici e finanziari e all’intero popolo congolese, affinché “vigili sul rispetto dello svolgimento pacifico delle manifestazioni”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia