Migranti: De Mola (Msf), “non si muore solo in mare ma anche tentando di attraversare le frontiera Italia-Francia o Italia-Svizzera”

“Oggi ormai non si muore solo in mare ma anche tentando di attraversare la frontiera fra Italia e Francia oppure fra Italia e Svizzera”. Lo ha detto questa sera Giuseppe De Mola, responsabile progetti migrazione per Msf Italia, presentando a Torino il rapporto “Fuori campo. Insediamenti informali, marginalità sociale, ostacoli all’accesso alle cure e ai beni essenziali per migranti e rifugiati”. Secondo il Rapporto, dalla fine del 2016 più di 20 persone sono morte nel tentativo di varcare la frontiera per arrivare in Francia, Svizzera o Austria. Quindici solo al confine tra Italia e Francia. Ma anche al nord-est dell’Italia, dice il Rapporto, si “muore di frontiera”. Dal mese di novembre 2016 cinque persone hanno perso la vita lungo la direttrice ferroviaria del Brennero. L’indagine “Fuori Campo” ha l’obiettivo di approfondire i risultati di un sistema di accoglienza che, secondo Msf, è “inadeguato e di politiche di accompagnamento all’inclusione sociale inesistenti, che da anni continuano a produrre marginalità sociale e tensioni tra i migranti e le comunità locali”. Il Rapporto è stato presentato insieme alla descrizione di un progetto che Msf, insieme agli enti locali torinesi, sta conducendo nelle palazzine degli ex mercati generali di Torino per l’assistenza sanitaria di oltre mille migranti rifugiati.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia