Messico: presentato il “Progetto pastorale globale”. Missionarietà, vicinanza al popolo, dignità umana, poveri, pace

Sei opzioni e impegni caratterizzano il “Progetto pastorale globale 2031-2033” della Chiesa messicana: “L’opzione per una Chiesa che annuncia e costruisce la dignità umana; l’opzione per una Chiesa impegnata per la pace e le cause sociali; l’opzione per una Chiesa popolo; l’opzione per una Chiesa missionaria ed evangelizzatrice; l’opzione per una Chiesa che prova compassione e che è testimone della redenzione; l’opzione per una Chiesa che condivide con gli adolescenti e i giovani il compito di costruire un Paese ricco di speranza, gioia e vita piena”. Il documento, di 74 pagine, risponde a una precisa richiesta fatta da Papa Francesco durante la sua visita del 2016. Il 13 febbraio del 2016 infatti il Santo Padre, incontrando i vescovi messicani a Guadalupe, chiedeva loro “un serio e qualificato progetto pastorale”, che rispondesse, con valore profetico, alle attuali circostanze e sfide vissute dal popolo messicano. Il piano pastorale e ha come centri focali il mistero della Vergine di Guadalupe e il mistero della Redenzione a 2000 anni dalla sua realizzazione. Da qui l’attenzione alle due date del 2031 (500° anniversario dell’apparizione di Guadalupe) e del 2033 (bimillenario della redenzione).

“Questo progetto vuole presentare Gesù Cristo vivo e resuscitato, vicino, compagno di strada, capace di ampliare gli orizzonti e di darci fiducia di fronte alle complesse realtà che viviamo”, scrivono nella presentazione il presidente della Conferenza episcopale messicana (Cem), il cardinale José Francisco Robles Ortega, e il segretario generale, mons. Alfonso Gerardo Miranda Guardiola. Una realtà di fede che in Messico e in tutto il continente si è inculturata e sviluppata in seguito all’apparizione della Vergine di Guadalupe. “Ella – secondo i vescovi messicani – può aiutarci a sentirci popolo e a identificarci con il popolo”.

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