Venezuela: vescovi invitano a posticipare le elezioni presidenziali del 20 maggio. Popolo assiste “indifferente” alla campagna elettorale

La Presidenza della Conferenza episcopale venezuelana (Cev) denuncia ancora una volta la drammatica situazione che sta vivendo il Paese: “Giorno dopo giorno stiamo entrando in una spirale di conflitti che trovano la propria radice nella crisi generalizzata che si vive nel Paese, crisi che colpisce pesantemente le persone e le famiglie più vulnerabili: i poveri, i campesinos, gli operai, i malati, gli anziani, gli indigeni e i minori. Però a soffrire non sono solo queste categorie, ma anche i lavoratori in genere, gli studenti le istituzioni in generale”. L’Episcopato, nel comunicato firmato dal presidente della Cev mons. José Luis Azuaje Ayala, vescovo di Barinas, e dagli altri membri della Presidenza (i due vicepresidenti, il segretario generale e i due cardinali), fa notare che “questa realtà non viene tenuta in conto dal Governo nazionale e neppure dai Governi regionali”. E “grida al cielo” la situazione sempre più critica che vive il popolo. Conseguenza diretta di questa situazione è “l’indifferenza di fronte a una campagna elettorale che non ha suscitato emozioni, progetti per il Paese e non ha conquistato un numero elevato di persone che la seguono. In fondo il popolo percepisce che la convocazione di queste elezioni è stata fatta con tanto anticipo per vantaggi e interessi politici, oltre al fatto di essere illegittima per l’Istituzione che l’ha convocata”. I vescovi rinnovano la richiesta, già rivolta lo scorso 23 aprile, di posticipare le Presidenziali del 20 maggio all’ultimo trimestre dell’anno, poiché “non si può anteporre l’interesse di piccoli gruppi politici rispetto a quello della grande maggioranza della popolazione venezuelana”.

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