Salute: card. Montenegro, “non mettiamo al centro dell’altare i crocifissi. Impariamo da Gesù lo sguardo giusto”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Abbiamo bisogno di “contemplare lo sguardo di Gesù per imparare a metterci vicino ai fratelli sofferenti… lo sguardo di Dio verso i suoi figli deve diventare il cuore della spiritualità di chi si mette a servizio dei malati”. Lo ha detto il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, presidente di Caritas italiana e della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute, nella prolusione con cui ha inaugurato questo pomeriggio a Roma il XX convegno nazionale “Uno sguardo che cambia la realtà. La pastorale della salute tra visione e concretezza”, promosso fino al 16 maggio dall’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei. Evocando lo sguardo di Gesù verso gli apostoli, verso Marta e Maria, verso i sofferenti oggetto dei suoi miracoli di guarigione, verso la vedova con il figlioletto morto, verso Sua Madre dalla Croce, Montenegro osserva: “Gli occhi dicono più delle parole”. “Impariamo da Lui lo sguardo giusto, ma se dovesse essere complicato guardiamo quello che i poveri, gli scartati, i malati rivolgono a noi”. “Siamo a servizio degli uomini fragili”, sottolinea ancora, e “lo sguardo che parte dal cuore è la prima forma di cura. Gli occhi arrivano prima delle mani e sono la finestra del cuore”. Oggi, riconosce, “mettiamo al centro dell’altare il crocifisso ma non i crocifissi” perché “nelle nostre comunità abbiamo talvolta delegato l’amore, una cosa che non si può delegare”. “Mentre pensiamo alla società che deve cambiare – conclude il cardinale -, pensiamo anche ad una Chiesa nella quale ci si preoccupi dei sofferenti. Dobbiamo preoccuparci che le nostre comunità mettano loro al centro”.

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