Salute: card. Montenegro, “la risposta profetica della Chiesa è l’offerta della speranza”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Di fronte alla sofferenza “la risposta profetica della Chiesa è l’offerta della speranza”. Ne è convinto il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, presidente di Caritas italiana e della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute, che oggi pomeriggio ha tenuto a Roma la prolusione inaugurale del XX convegno nazionale “Uno sguardo che cambia la realtà. La pastorale della salute tra visione e concretezza” promosso fino al 16 maggio dall’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei. “Nel pianeta della salute e della sanità – esordisce il cardinale – potranno essere valide le ragioni economiche, politiche e istituzionali che richiedono la riorganizzazione del sistema sanitario, ma nessuna di queste può spostare dal centro dell’attenzione colui che è l’interlocutore principale della Chiesa: la persona umana, anche e soprattutto perché in condizioni di fragilità”. Per Montenegro, la Chiesa, “continuatrice di Cristo”, come Gesù “deve farsi serva, insegnare e praticare l’attenzione alla vita, deve accogliere il nascituro, curare il malato; aiutare il povero e ospitare l’immigrato; deve visitare il carcerato e proteggere l’anziano”. “Per la Chiesa le fragilità sono dono e opportunità che trasformano le ferite in feritoie”. Il malato, in particolare, non è un caso da studiare ma è anzitutto un uomo con “il diritto di vivere e sperare fino alla fine”. Per questo “la risposta profetica della Chiesa alle sfide e alle provocazioni del mondo della salute” è “l’offerta della speranza. Le medicine sono importanti ma quanto vale quella mano che le porge e quel sorriso che le accompagna?”. Sua missione, conclude Montenegro, è “cercare l’uomo, caricarselo sulle spalle”. Così “il pianeta salute può trasformarsi in laboratorio della civiltà dell’amore”.

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