Salute: Boscia (Amci), “diagnostica prenatale per conoscere e se possibile curare, mai per scartare”

A fronte del “mito del figlio perfetto” occorre “ripensare al significato da dare alla diagnostica prenatale, non mezzo di selezione ma di conoscenza, per un’accettazione della complessità di ogni vita umana” e “quando necessario e possibile, per una continuità di cura, a partire dalla pancia per poi continuare tra le accoglienti braccia materne”. Il monito è di Filippo Maria Boscia, presidente dell’Associazione medici cattolici italiani (Amci), intervenuto ad una sessione che precede il XX convegno nazionale “Uno sguardo che cambia la realtà. La pastorale della salute tra visione e concretezza” che prende il via questo pomeriggio a Roma per iniziativa dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei (fino al 16 maggio) e del quale Amci è partner. Il tema della sessione è “Imperfetti, scartati! Il rispetto della vita nascente tra desiderio e rifiuto” e Boscia rammenta che nell’epoca attuale, “dominata dall’edonismo e dall’efficientismo”, è “sempre più difficile l’idea di accettare l’handicap congenito”. Di qui “l’enorme diffusione rispetto al passato di tutto quanto possa servire a fare una buona diagnosi in utero, dall’ecografia alla genetica, non più limitata alle sole villocentesi ed amniocentesi ma ampliata nell’offerta di nuove metodiche sempre meno invasive quanto sempre più usate”, mentre “buona parte delle interruzioni di gravidanza si fanno dopo il 90° giorno, cioè quando vengono comunicate le diagnosi genetiche definitive e la madre o la coppia decidono di eliminare il prodotto del concepimento difettato”. A ciò si aggiunge il “forte condizionamento cui è sottoposto il medico” dalla medicina difensiva che lo mette “letteralmente con le spalle al muro”. Nel richiamare i diversi moniti del Papa sulla cultura dello scarto e la triste vicenda del piccolo Charlie Gard, Boscia conclude con l’esortazione dello stesso Francesco nell’incontro con la Federazione internazionale delle associazioni mediche cattoliche, il 20 settembre 2013: “Ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente ad essere abortito ha il volto di Gesù Cristo… E ogni anziano, anche se infermo o alla fine dei suoi giorni porta in sé il volto di Cristo. Non si possono scartare!”.

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