Salone del Libro: Lagioia (direttore), a Torino “la casa comune dell’editoria italiana”

Il Salone internazionale del Libro come “casa comune dell’editoria italiana”. È così che un Nicola Lagioia più esuberante del solito ha sintetizzato l’edizione 2018 della manifestazione che si chiude oggi a Torino. Lagioia, che del Salone è il direttore, ha invitato a non fermarsi ai numeri di successo del pubblico (per la troppa affluenza nei giorni scorsi per un’ora gli accessi sono stati chiusi), ma a guardare ai contenuti. “Con i libri – ha spiegato –, le normali regole del marketing non valgono. Per i libri sono i contenuti a creare il mercato”. Ma il direttore della manifestazione, confermato insieme al presidente Massimo Bray anche per il prossimo anno, ha ricordato che “occorre non tradire quello che siamo”.
Lagioia ha tenuto poi a sottolineare il ritorno degli editori che nel 2017 avevano preferito Milano a Torino spiegando che “il successo avrebbe potuto creare problemi di convivenza che però non ci sono stati. Gli editori hanno dimostrato di saper stare insieme. Per questo il Salone è la casa comune dell’editoria italiana”. Ad avvalorare questa interpretazione dei “giorni torinesi” dedicati al libro, anche l’annuncio dell’assessore alla Cultura del Piemonte, Antonella Parigi: “Se anche il prossimo anno vi saranno problemi di spazio per gli editori, la Regione rinuncerà alla sua area espositiva che verrà messa a disposizione per chi pubblica libri”.
Lagioia ha quindi concluso ricordando il legame della manifestazione con il territorio e in particolare con le scuole, con le carceri ma anche con le librerie e le biblioteche.

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