Comunicazioni sociali: card. Antonelli, “unire verità e carità” per “costruire una società di giustizia e pace”

“Unire verità e carità, impegnarsi per la verità e il bene delle persone, è necessario non solo per edificare la Chiesa, ma anche per costruire una società civile di giustizia e di pace”. Lo ha detto il card. Ennio Antonelli, già arcivescovo di Firenze e presidente emerito del Pontificio consiglio per la famiglia, nell’omelia della messa che ha celebrato ieri nel duomo del capoluogo toscano. Ricordando il titolo del messaggio di Papa Francesco per la Giornata delle comunicazioni sociali celebrata ieri, “La verità vi farà liberi. Fake News e giornalismo di pace”, il card. Antonelli ha sostenuto che “oggi non tutti ammettono che la verità rende liberi”. “Addirittura si va dicendo che ormai siamo nell’era della post verità, specialmente per quanto riguarda la comunicazione pubblica”. “Al contrario – ha spiegato – si deve riconoscere che solo la verità può dare fondamento alla dignità delle persone e agli autentici diritti dell’uomo; solo la verità può sbarrare la strada alla sfiducia tra le persone e tra i popoli, alle ingiustizie, ai conflitti, alle dittature, alle prevaricazioni dei più forti”. Quindi l’arcivescovo emerito ha osservato che “se si oscura l’urgenza vitale e la responsabilità etica di cercare, riconoscere e comunicare la verità, crescono la disinformazione e la diffusione delle false notizie (fake news) sia nei media tradizionali (radio, televisione, giornali) sia nella comunicazione on-line”. E il card. Antonelli ha così indicato le cause di ciò negli “interessi economici e politici” o nella “bramosia del potere e del guadagno”, che “portano a inventare o a distorcere ed esagerare le informazioni”. Di qui l’invito a “promuovere l’educazione alla verità”. “Occorre educare al discernimento su se stessi, sulle proprie inclinazioni e desideri, per liberare il controllo critico e responsabile della ragione sulle notizie da accogliere e da trasmettere”. “Il rispetto della verità e il rispetto delle persone devono camminare insieme”.

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