Papa Francesco: ad “Avvenire”, no alla “cultura della fretta e della superficialità”

Foto Vatican Media/SIR

“Anche come Chiesa siamo esposti all’impatto e all’influenza di una cultura della fretta e della superficialità: più che l’esperienza, conta ciò che è immediato, a portata di mano e può essere subito consumato; più che il confronto e l’approfondimento, si rischia di esporsi alla pastorale dell’applauso, a un livellamento del pensiero, a un disorientamento diffuso di opinioni che non si incontrano”. Ne è convinto Papa Francesco, che questa mattina ha ricevuto in udienza i dirigenti e il personale di “Avvenire”. Sull’esempio di San Giuseppe, bisogna “ritrovare un senso di sana lentezza, di calma e pazienza”: ” Per noi il silenzio implica due cose. Da una parte, non smarrire le radici culturali, non lasciare che si deteriorino”; “dall’altra parte, una Chiesa che vive della contemplazione del volto di Cristo non fatica a riconoscerlo nel volto dell’uomo. E da questo volto sa lasciarsi interpellare, superando miopie, deformazioni e discriminazioni”. “Il dialogo – ha osservato il Papa – vince il sospetto e sconfigge la paura. Il dialogo mette in comune, stabilisce relazioni, sviluppa una cultura della reciprocità. La Chiesa, mentre si pone come artefice di dialogo, dal dialogo viene purificata e aiutata nella stessa comprensione della fede”.

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